EUPL.IT segnalato da Punto-Informatico
Il sito EUPL.IT è stato segnalato su Punto-Informatico, nella sezione “Siti per navigare”, 24-8-2010.
L’attenzione mediatica a questo progretto cresce.
Ringrazio la testata telematica per aver voluto, del tutto spontaneamente, contribuire in tal modo alla diffusione della EUPL (European Union Public Licence) e, più in generale, dell’open source nella pubblica amministrazione, portando all’attenzione dei propri lettori questo sito, che rimane, anche a livello internazionale, l’unico interamente dedicato alla licenza pubblica dell’Unione Europea, tanto da essere addotto come esempio sul sito dell’OSOR.EU.
Fabio Bravo
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Ad oggi sono 47 i software in EUPL sul sito dell’OSOR.EU
Attualmente sono 47 i progetti in EUPL ospitati sul sito dell’OSOR.EU.
Ricordo che è possibile utilizzare tale piattaforma per dare evidenza internazionale ai progetti in EUPL, anche di origine o di ambito nazionale.
Fabio Bravo
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Software Nemesys: sarà open source ma non EUPL

Nemesys sarà open source, ma non in EUPL. Verrà infatti licenziato in GPL.
A precisarlo è stato il Dott. Sebastiano Trigila della Fondazione Ugo Bordoni (FUB), in risposta alla richiesta di informazioni rivolta pochi giorni addietro.
Nella risposta, tuttavia, non viene chiarito il motivo della scelta in ordine alla GPL rispetto alla EUPL.
Fabio Bravo
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Sarà in EUPL il software NEMESYS lanciato dall’AGCOM?


L’AGCOM ha lanciato il software NEMESYS, che sarà disponibile gratutamente per gli utenti, al fine di monitorare e misurare la velocità della propria connessione ad Internet.
La notizia è stata diramata dall’Authority tramite apposito comunicato stampa, in cui si legge che
A partire dal prossimo ottobre sarà possibile monitorare le prestazioni della propria connessione ad internet da postazione fissa attraverso un software certificato e gratuito che il consumatore potrà utilizzare sul proprio personal computer.
Si chiamerà “Misura Internet” il progetto, lanciato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), che fornisce un innovativo strumento di controllo attraverso il quale il consumatore potrà avere maggiore consapevolezza delle prestazioni offerte dagli operatori e orientarsi tra le offerte di mercato, verificando di persona la qualità della propria linea e confrontandola con quella “promessa” dall’operatore al momento della stipula del contratto. Gli operatori saranno infatti tenuti ad indicare il valore della velocità minima di trasmissione dati dalla rete verso l’utente (download) oltre al valore di velocità massima teorica.
Il software messo a disposizione degli utenti, denominato NEMESYS, potrà essere scaricato gratuitamente dal sito www.misurainternet.it in via realizzazione. (…)
La notizia è stata commentata da Marco Scialdone nel suo post “AGCOM: quel software deve essere open“, nel quale auspica che venga rilasciato preferibilmente in EUPL.
L’osservazione mi è parsa condivisibile. Mi sembra che l’amico Marco abbia colto bene nel segno, là dove precisa che
“Il software” si legge nel comunicato “messo a disposizione degli utenti, denominato NEMESYS, potrà essere scaricato gratuitamente dal sito www.misurainternet.it in via realizzazione”.Nel comunicato nulla si dice, però, circa la licenza d’uso che accompagnerà il software. Trattandosi di uno strumento che dovrà servire ai consumatori per un maggiore controllo sulle obbligazioni contrattuali assunte dai rispettivi provider è necessario che tanto i provider quanto i consumatori possano esercitare un controllo sul software, accedendo liberamente al suo codice sorgente.Sarebbe, dunque, un ottimo segnale da parte dell’AGCOM se la stessa volesse adottare per la sua distribuzione una licenza open source, ad esempio (considerata la natura istituzionale dell’authority) la EUPL.
Vedremo quale sarà la scelta nella distribuzione del software.
Fabio Bravo
EUPL.IT
EUPL ed Italian best practices. La piattaforma CreaTiVù di Sardegna Ricerche
La licenza EUPL (European Union Public Licence) inizia a penetrare efficacemente in Italia.
Da diversi anni, ormai, è stata lanciata sotto licenza EUPL l’applicazione open-source denominata “CreaTiVù“, in “versione Alpha”, per la produzione collaborativa di programmi TV multi-piattaforma.
Il progetto è estremamente interessante. Rimando ai dettagli illustrati on-line per chi volesse ulteriori informazioni sul funzionamento.
Come si apprende dal sito ufficiale del progetto,
“CreaTiVù è nata all’interno delle attività del Laboratorio sulla produzione collaborativa di programmi TV multi-piattaforma nell’ambito del progetto per lo sviluppo del Sardegna DistrICT attuato da Sardegna Ricerche con i fondi per lo sviluppo del P.O.R. Sardegna 2000-2006, Misura 3.13, Sub-Azione B2. Le attività tecnico-scientifiche del laboratorio sono coordinate dal CRS4 (Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia)”.
Dal medesimo sito è possibile effettuare il dowload del software opensource in EUPL, attualmente in versione Alpha (ultima versione disponibile, rilasciata il 12.12.2008).
Alcune difficoltà tecniche sulla EUPL si vedono però all’orizzonte e sono connesse al difficile rapporto tra EUPL 1.1 e GPL v. 3.
Come preannunciatomi gentilmente dall’Ing. Maurizio Agelli, responsabile dell’area Digital Media di CRS4 e coordinatore dei laboratori di Sardinia DistrICT Lab (che continuo a ringraziare anche in questa sede per il confronto che abbiamo avuto), purtroppo il progetto dovrà abbandonare la EUPL per la GPL v3, per via dell’uso della libreria ExtJS, licenziata solamente sotto GPL v3.
Il problema è stato riscontrato anche per altra piattaforma di Sardegna Ricerche, Notre-Dam (www.notre-dam.org), già passata per lo stesso motivo da EUPL in GPL v. 3.
Da una ricerca effettuata ho riscontrato, sul forum di discussione degli utenti ExtJS, che il Management Team di ExtJS sta valutando l’eventuale rilascio della libreria (anche) in EUPL, magari con il sistema del dual licencing:
I just checked OSI, and the EUPL is listed there.
Can’t we just add it to our FLOSS? The purpose of the FLOSS is to allow open source developers to use a license of their choosing. I’m not a licensing expert, but that was the motivation behind us creating it.
If there’s no opposition, I’ll run it by legal and see if we can get it added.
L’apertura è significativa, ma dalla data del predetto messagio nel forum (risalente al 23.10.2009) fino ad oggi, purtroppo non pare sia cambiato molto.
Mi sembra che la strada da percorrere (oltre a quella della interoperabilità delle licenze, portata avanti da Schimtz con grande lungimiranza), potrebbe essere, nel breve periodo, quella di un interessamento istituzionale della Comunità europea (penso anche ad un diretto intervento dell’OSOR.eu) per tentare di ottenere, direttamente dai soggetti che gestiscono i singoli progetti, il rilascio sotto licenza EUPL del software (in questo caso Ext-JS) licenziato in GPL v. 3 (quantomeno suggerendo in dual-licencing, in GPL v3 ed EUPL 1.1), lasciando così agli sviluppatori dei progetti l’opportunità di avvalersi della licenza opensource più congeniale allo sviluppo della propria applicazione ed evitare, per il futuro, che i progetti in EUPL possano essere pregiudicati a priori.
Fabio Bravo
EUPL.it
EUPL.IT su Wikipedia alla voce European Union Public Licence
Su Wikipedia, nella versione in lingua italiana, è stato definitivamente inserito il link a EUPL.IT all’interno della voce “European Union Public Licence”.
Fabio Bravo
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Malta e la Direttiva sull’Open Source Software. Contemplata espressamente la licenza EUPL
Riporto di seguito la segnalazione gentilmente fornitami da P.E. Schmitz sull’adozione, da parte di Malta, della Direttiva sull’Open Source Software, entrata in vigore dal 01 giugno 2010, nella quale viene contemplata espressamente la licenza EUPL tra le soluzioni efficienti per l’attuazione delle strategie di riuso del software da parte delle pubbliche amministrazioni:
The Government of Malta has published (effective 1st June 2010) its “Open Source Software Directive”.
The objective of this directive is to guide the implementation of cost-effective and non-disruptive Open Source Software (OSS) throughout Government.
It also seeks to maximise re-use of procured software by enabling the distribution of Government solutions as OSS under the European Union Public Licence (EUPL), where appropriate.
Qui è possibile scaricare in PDF il testo della direttiva, riportato anche nella Pagina “Documenti” (sezione “Normativa” su EUPL.IT.
Si inizia a riscontrare una diffusa sensibilità delle istituzioni alla EUPL per la gestione e l’implementazione di progetti di e-government. E’ da ricordare al riguardo anche l’esempio della Spagna, con il Real Decreto n. 4/2010.
Fabio Bravo
www.fabiobravo.it
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EUPL e riuso di software da parte della Pubblica Amministrazione. Strategie di diritto contrattuale
Vi segnalo le seguente pubblicazione:
F
abio Bravo, EUPL e riuso di software da parte della pubblica amministrazione. Strategie di diritto contrattuale, in Ciberspazio e diritto, 2010, 1, pp. 53-73.
Si tratta della relazione che ho svolto nell’ambito della Conferenza Nazionale ECL 2009.
Il documento in PDF è a disposizione nella pagina “Documenti” di EUPL.IT ed a questo link.
Ringrazio il Prof. Giovani Ziccardi e l’Editore della Rivista “Ciberspazio e diritto” per avermi concesso di mettere a disposizione per il download direttamente la versione digitale del’articolo identica, nell’impaginazione e nella grafica, a quella pubblicata nella rivista cartacea.
Fabio Bravo
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La EUPL per legge. L’interessante iniziativa della Spagna per la distribuzione del software libero (Real Decreto n. 4/2010)
La EUPL per legge. Questa l’idea messa in atto dal governo spagnolo tramite il Regio Decreto n. 4/2010 dell’8 gennaio 2010, nel quale viene affrontato il tema della distribuzione del software libero (open source) nelle politiche di riuso a vantaggio della pubblica amministrazione spagnola, al fine di favorire l’interoperabilità dei servizi di eGovernment a livello nazionale (National Interoperability Framework).
Come segnalatomi per e-mail da Patrice-Emmanuel Schitz,
La Spagna è il primo Stato Membro a prescrivere formalmente la EUPL nel quadro nazionale per l’interoperabilità.
Infatti, prosegue Schmitz, il Regio Decreto Spagnolo n. 4/2010, all’art. 16.3, incoraggia la distribuzione nei termini della Licenza Pubblica dell’Unione europea (EUPL) qualora le pubbliche amministrazioni producano software che potrebbero essere oggetto di riuso.
Un approfondimento è disponibile sul sito dell’OSOR.EU, nell’articolo “Impact of the Spanish Royal Decree 4/2010 of 8 January 2010“, ove si precisa, sin dall’abstract, che tale decreto
“(…) implements the National Interoperability Framework planned in the eGovernment Law 11/2007. The framework has been developed with the participation of all Public Administrations (General State, Regional and Local governments – represented by one hundred experts) and of the ICT Industry professional associations. The Decree includes important provisions, especially Articles 16 and 17 related to the reuse of Public Sector software, the applicable licensing condition and the use of software repositories or forges”.
Per far comprendere meglio la portata innovativa del provedimento legislativo in esame, oltre a rinviare alla lettura integrale dell’articolo sopra richiamato, riporto di seguito l’intero art. 16 (nella sua versione inglese), al cui terzo comma v’è espressa indicazione della EUPL:
CHAPTER VIII
Reuse and technology transfer
Article 16. Applicable licensing conditions.
1. In the licensing conditions of the applications and related documentation and of other information objects of which Public Administration are holders of intellectual property rights and that can be made available for other Public Administrations and for the citizens, without return or necessity of agreement will take into account that the aim to pursue is the use and the reuse, as well as the protection against its exclusive appropriation by a third party, in conditions when the transferor is relieved from the responsibility because of the possible misuse by the transferee and also from the obligation of the technical assistance or the maintenance by the transferor, or compensation in case of errors in the application.2. For the applications declared as open source, administrations will use licences which assure that shared programmes, data or information:
a) Can be executed for any purpose.
b) Let its source code be known.
c) Can be modified or improved.
d) Can be redistributed to other users with or without changes if the derived work keeps these four guarantees.3. For this aim the application of the European Union Public Licence will be procured, without prejudice of other licences that can guarantee the same rights stated in the paragraphs 1 and 2.
Fabio Bravo
www.fabiobravo.it
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Incontro seminariale su Licenze software a codice sorgente aperto ed EUPL presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma
Nell’ambito di un importante progetto della Protezione Civile, nel quale è stato acquisita la proprietà del software utilizzato per la gestione del sistema di allertamento nazionale dei rischi idraulico e idrogeologico, salvo altro, sono stato invitato a tenere una lezione seminariale sul tema delle licenze software” con riferimento ai programmi a codice sorgente aperto.
L’acquisto del predetto software direttamente dalla software house (Acrotec srl), e con esso la raggiunta disponibilità dei codici sorgenti da parte della p.a. acquirente, ha portato a discutere l’eventualità che venisse intrapresa una strategia di riuso, anche in favore di altre pubbliche amministrazioni interessate, basata sul definitivo licenziamento del software con licenze open source e, in particolare, con la EUPL.
Nell’incontro seminariale, svoltosi il 27 aprile 2010 presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma alla presenza anche dei referenti regionali, ho avuto modo di illustrare la EUPL, la sua provenienza istituzionale, le sue caratteristiche, i vantaggi, le strategie contrattuali per ottimizzare le clausole della licenza pubblica in parola. Ne è nato uno stimolante dibattito con quanto erano presenti ai lavori.
Ho notato un enorme interesse per la EUPL e sicuramente il seminario è valso ad intavolare un confronto tecnico molto interessante che, mi auguro, contribuisca seriamente alla diffusione della EUPL medesima.
All’esito dei lavori, tuttavia, è emersa anche la tendenza, in generale per le pubbliche amministrazioni italiane, a non divulgare con licenze open source il software acquisito, ma di metterlo a disposizione delle singole p.a. di volta in volta interessate mediante forme di distribuzione diverse dalle licenze pubbliche, al fine di garantire il riuso del programma e la disponibilità dei codici sorgenti alle sole p.a. destinatarie, ma non alla comunità intera degli stakeholders.
In altre parole, anziché abbracciare la logica della distribuzione del software per qualsivoglia uso, escluso eventualmente quello commerciale, concedendo anche il diritto di copia, di distribuzione e di modifica del software medesimo, con pubblica diffusione dei codici sorgenti, che rimarrebbero aperti, si delinea la tendenza della pubblica amministrazione a tenere riservati i codici sorgenti, mettendoli in condivisione solamente dei soggetti di volta in volta interessati, anche ai fini dell’attuazione delle strategie di riuso, ma senza concedere al pubblico generalizzato il diritto di copia, modifica e distribuzione del software.
Ci si muoverebbe, in altre parole, nella prospettiva di software che rimangono proprietari, ancorché nella titolarità di soggetti pubblici, consentendo a questi di mantenere il governo costante sulla distribuzione, lo sviluppo e la condivisione del software e dei sorgenti, facendo però salvi gli obblighi normativi sul riuso.
Nell’attesa di apprendere quale sia la scelta ufficiale della Protezione Civile sulle modalità di rilascio del software in questione e sul tipo di licenza che verrà utilizzata, mi preme far presente che la licenza del software in EUPL, con codice sorgente aperto, continua ad essere una strategia meritevole di essere considerata e percorsa da parte della P.A.
Tra l’altro, come mi ha segnalato proprio ieri Patrice-Emmanuel Schmitz tramite e-mail, la Spagna, con un proprio provvedimento normativo, ha indicato espressamente la EUPL quale licenza pubblica da utilizzare per le strategie di riuso in favore delle pubbliche amministrazioni spagnole. Dedicherò all’argomento uno specifico post, a breve.
Per chi avesse partecipato all’incontro seminariale e desiderasse ricevere le slide utilizzate, può farmene richiesta via e-mail.
Fabio Bravo
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