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Licenze Open Source

EUPL v. 1.2 (draft version)

 Come gentilmente segnalato da Patrice-E. Schmitz, direttamente nella sezione EUPL NEWS di EUPL.IT, la Commissione Europea sta predisponendo la versione 1.2 della European Union Public Licence (EUPL), attualmente disponibile in forma di bozza (draft version) e aperta alla pubblica consultazione.

Vi segnalo i link per reperire le informazioni utili:

Ovviamente anche EUPL.IT intende partecipare alla pubblica consultazione.

Chi fosse interessato può indicare le proprie osservazioni su questo sito (EUPL.IT), che agisce come refente per la Community EUPL italiana,  o direttamente sul sito JoinUp della EUPL Community europea.

 

EUPL, GPL e le FOSS Licence Exceptions di MySQL e Sencha

In Italia si è verificato che alcuni progetti (NotreDAM prima e CreaTiVù dopo) con software sviluppato sotto licenza EUPL abbiano dovuto abbracciare la GPLv3, per via dell’utilizzo della libreria Ext-Js di Sencha, licenziata in GPL v3 (EUPL e GPL v3, com’è noto, sono attualmente licenze FOSS – Free OpenSource Software - tra loro direttamente incompatibili).

Ho avuto modo di affrontare il caso NotreDAM e CreaTiVù su EUPL.IT e in occasione dell’EOLE 2010.

La casistica è significativa e mette a nudo il problema della interoperabilità delle licenze (tra EUPL e GPL in particolare) e, a mio sommesso avviso, il sacrificio draconiano che gli sviluppatori (e i titolari del progetto) sono chiamati a svolgere sulla libertà di scelta delle regole giuridiche per la circolazione del proprio Free/OpenSource Software ove ravvisino l’opportunità tecnica di ricorrere a codice o librerie licenziate pur sempre in FOSS, ma con licenza incompatibile rispetto a quella originariamente adottata.

Per tentare di superare il problema e garantire la libertà di scelta della licenza FOSS tra le diverse disponibili sul mercato, avevo provato a stimolare (su EUPL.IT, per e-mail e in sede di Congresso internazionale all’EOLE2010) un intervento dell’OSOR.EU, affinché potesse dialogare con Sencha, titolare dei diritti sulla libreria Ext-Js, al fine di ottenere una soluzione che potesse garantire sia la libertà di licenziare in GPL (da parte del titolare dei diritti sull’opera), sia la libertà per i terzi di mantenere la EUPL nello sviluppo del software, pur a fronte dell’uso della Ext-Js.

Visto che Sencha già distribuisce Ext-Js in multi-licensing (una open source licence in GPL v3 e due diverse commercial licences), immaginavo che non vi fossero particolari ostacoli a rilasciare il tutto anche in EUPL, in aggiunta alla GPL (l’altra soluzione, di più facile realizzazione, sarebbe quella di licenziare la libreria in LGPL. Tuttavia si tratta di soluzione che era stata esclusa da Sencha).

Per l’OSOR.EU si è mosso egregiamente Patrice-Emmanuel Schmitz, che, incontrando in Sencha una straordinaria sensibilità per l’open source e per la EUPL, ha concertato l’introduzione di una FOSS Licence Exception basata su FOSS Licence List, così come già avvenuto per MySQL (prima “Oracle” ;) .

Ora sia Sencha (1) (2) che MySQL (3) si sono dotati di apposite clausole con cui viene prevista una FOSS Licence Exception da applicare ad una lista di licenze  FOSS, tra le quali è annoverata la EUPL.

La soluzione (mutuata dalla EUPL, che acclude una lista di licenze considerate “compatibili” ;) è pregevole, in quanto costituisce un primo passo verso il dialogo tra licenze FOSS e la loro interoperabilità, nell’attesa di percorrere strade di integrazione più significative.

Il sostanza, il titolare dei diritti di sfruttamento economico dell’opera licenziata con licenza FOSS, anche a fronte di uno strong copyleft come nel caso della GPL, introduce una eccezione alle clausole della licenza utilizzata per la distribuzione dell’opera originaria, rendendo possibile la successiva distribuzione (di “derivative works” entro rigorosi criteri dettagliatamente specificati nella Exception), con altre licenze FOSS indicate in una apposita lista (la FOSS Exception List, appunto). In tal modo si creano margini per distribuire l’opera “derivata” con una licenza tra quelle preindividuate nella lista, che altrimenti sarebbe stata incompatibile con quella origiariamente scelta dal proprietario dell’opera originaria.

La soluzione, spiega Schmitz in un suo interessante contributo (“How FOSS exception lists extend licence interoperability;) , è stata efficacemente introdotta da MySQL e, a fronte delle mie sollecitazioni, è stata riproposta ed attuata anche per Sencha, al fine di risolvere e prevenire casi analoghi a quelli verificatisi con i progetti italiani NotreDAM e CreaTiVù, assicurando agli sviluppatori la più ampia libertà di scelta in ordine alla individuazione della licenza FOSS da applicare allo sviluppo del software, sia essa EUPL, GPL o altra licenza FOSS.

Colgo l’occasione per ringraziare profondamente Patrice-E. Schmitz (OSOR.EU) e Adam Mishcon (Sencha Inc.) per aver preso a cuore il problema sollevato ed essere giunti alla soluzione della criticità sopra evidenziata, nonché per avermi reso partecipe della discussione attraverso lo scambio di e-mail.

Sencha ha mostrato una profonda sensibilità, fino a toccare il punto nodale del problema, là dove, in una sua pagina web dedicata all’illustrazione dell’Exception Intent, afferma che

We want people to be able to build Free/Libre and Open Source Software (“FLOSS”) applications using Sencha SDKs despite the fact that not all FLOSS licenses are compatible with version 3.0 of the GNU General Public License (the “GPL”).

In altre parole, parafrasando in termini giuridici, mi pare di poter sostenere che l’intento che la clausola di eccezione voglia assicurare sia proprio quello di evitare ai terzi, per quanto possibile, di pregiudicare la loro facoltà (libertà) di scelta in ordine alla licenza da utilizzare in fase di sviluppo e distribuzione del software di tipo FLOSS (o FOSS), anche là dove tale scelta ricada su una licenza FLOSS incompatibile con la GPL v3 (o GPL v2), individuata per la distribuzione originaria della libreria a cui il terzo intenda fare ricorso.

Ritornerò con altri approfondimenti sul tema della FOSS Licence Exception.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it


L’EUPL all’EOLE 2010. Disponibili on-line le presentazioni delle relazioni in PDF

Come già evidenziato su Information Society & ICT Law, sono disponibili on-line le numerose relazioni del convegno internazionale EOLE (European Opensource and Free Software Law Event), quest’anno ospitato in Italia dalla Regione Piemonte e dedicato al tema del Software Libero e Open Source nel Settore Pubblico.

Tra tali relazioni, tutte interessantissime, evidenzio quelle che si sono occupate della EUPL (European Union Public Software):

(1) Patrice-Emmanuel Schmitz, Licence compatibility and interoperability in FLOSS procurement and distribution. The EUPL case.

(2) Fabio Bravo, Riuso di software e scelta delle licenza. Case studies.

Tale relazione si proponeva di discutere una serie di casi (tra cui Nemesys, Piattaforma Experience, NotreDAM, CreaTiVù, il disciplinare di Gara di SardegnaIT) presentati nel corso del tempo su EUPL.IT (sito italiano interamente dedicato alla EUPL – European Union Public Licence), da me attivato a prosecuzione dell’attività di ricerca svolta nell’ambito di un PRIN (Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) dedicato all’open source e alla prorpietà intellettuale.

Sull’argomento si veda anche questo e-book e questo articolo.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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EUPL su Wired.it (intervista a Gallus)

Wired si è interessato finalmente alla EUPL nel novembre 2010 e lo ha fatto privilegiando, apprezzabilmente, la soluzione animata da intenti divulgativi.

L’argomento è stato affrontato attraverso un’intervista a Giovanni Battista Gallus, che, lo si potrà notare dai contenuti, ha ampiamente attinto da EUPL.IT.

L’intervista a Gallus, condotta da Flavia Marzano, ha il pregio di contribuire alla diffusione della EUPL presso le pubbliche amministrazioni e i privati.

Il fatto che si sia interessato Wired mi sembra un segno evidente di come tale licenza stia acquistando credibilità e diffusione negli ambienti specializzati.

Di seguito riporto il testo dell’intervista:

D – Che cos’è l’EUPL?

R – La EUPL è la prima licenza F/OSS (Free/open source software) europea. La versione 1.0 è stata approvata dalla Commissione Europea il primo gennaio 2007. È una licenza copyleft, ed ha ricevuto l’approvazione dell’OSI (Open Source Initiative)

D – Quali opportunità e quali rischi presenta?

R – La EUPL (attualmente alla versione 1.1) è la prima licenza “ufficiale”, supportata dalla Commissione Europea, e questo può certamente contribuire a dissipare i dubbi ancora presenti in molte pubbliche amministrazioni, con riguardo all’adozione software libero.

La licenza vanta un plus importante: è disponibile in tutte e ventidue le lingue dell’Unione Europea, e non si tratta di mere traduzioni, ma di veri e propri adattamenti ai diversi sistemi giuridici dei singoli Stati. In altre parole, una pubblica amministrazione può adottare la licenza EUPL nella versione localizzata, confidando nel fatto che le sue clausole siano perfettamente valide.

Un altro grande vantaggio è dato dalla clausola di compatibilità, che risolve molti dubbi nel caso in cui si creino delle opere derivate, utilizzando software soggetto a diverse licenze d’uso: ad esempio, la EUPL è espressamente dichiarata compatibile con la GNU/GPL V.2.

I principali problemi legati all’adozione della EUPL potrebbero derivare dalla sua ancora scarsa diffusione, e dal fatto che potrebbe costituire un limite per una distribuzione planetaria del software: un software soggetto a licenza EUPL, magari nella sua versione italiana, ha certamente un minore appeal per uno sviluppatore americano (o indiano), ben più abituato a destreggiarsi con la GNU/GPL.

Un altro grosso limite è dato dall’attuale incompatibilità con la GNU/GPL V.3, che può creare grossi grattacapi laddove si creino opere derivate a partire da software rilasciato con questa licenza.

D – Con tutte le licenze di software libero e/o open source, c’era davvero bisogno di un’altra licenza?

R – In effetti, può sembrare paradossale che la risposta al problema della proliferazione delle licenze sia… creare un’altra licenza.

La Commissione Europea ha deciso di optare per la redazione di una nuova licenza, poiché nessuna di quelle attualmente disponibili era in grado di soddisfare i requisiti richiesti, con particolare riguardo alla coerenza delle varie clausole con la disciplina europea e con i sistemi giuridici degli stati membri.

D’altronde, è innegabile che la licenza di gran lunga più diffusa, la GNU/GPL, sia molto legata al sistema giuridico statunitense.

D – In che cosa si differenzia dalle altre?

Come detto, è una licenza “ufficiale”, supportata dalla Commissione Europea, e non è dunque il frutto del lavoro di una community o di un ente privato. È poi utilizzabile in una qualunque delle lingue dell’Unione Europea, al contrario ad esempio della GNU/GPL, la cui unica versione utilizzabile è quella inglese.

D – Si applica a software, video, foto, documenti?

R – Si tratta di una licenza creata per il software, e quindi la sua applicazione ad altre opere dell’ingegno avrebbe poco senso.

D – Per quali tipologie è meglio di altre licenze e perché?

R – La EUPL è stata pensata quale strumento giuridico che consenta alle istituzioni europee di rilasciare il proprio software sotto una licenza F/OSS, con la sicurezza della conformità alla normativa europea e nazionale, e dunque il suo utilizzo primario è legato alle Pubbliche Amministrazioni.

Nulla vieta peraltro che si possa rilasciare qualunque software sotto EUPL, magari proprio con l’intento di facilitarne l’adozione dal parte di soggetti pubblici.

D – Chi può usarla?

R – L’utilizzo della licenza è assolutamente libero, e dunque qualunque titolare dei diritti di autore su di un software può scegliere di adottare questa licenza, senza nessuna restrizione.

D – Quali differenze dalle licenze Creative Commons?

R – La EUPL è una licenza software, mentre le CC sono pensate per tutti gli altri tipi di opere creative: immagini, musica, cinema, fotografia, letteratura etc.

C’è una rilevante somiglianza tra le due licenze: entrambe sono disponibili in diverse lingue, e le varie versioni non sono mere traduzioni, ma veri e propri adattamenti alle peculiarità dei differenti sistemi giuridici.

D – Può citare alcune imprese e/o amministrazioni che l’hanno adottata?

R – La Spagna e Malta hanno, con provvedimenti a carattere normativo, incoraggiato l’adozione delle EUPL quale licenza in caso di rilascio di software da parte della PA.

In Italia, l’ISTAT ha “abbracciato” la EUPL quale licenza di software libero, e la Regione Basilicata ha avviato un progetto per l’acquisizione di un software (la piattaforma Experience) al fine di un suo successivo rilascio sotto EUPL.

La Regione Sardegna, infine, in un suo recente bando, ha previsto, nella valutazione dell’offerta tecnica, l’attribuzione di apposito punteggio per il rilascio del software sotto licenza libera. Il bando prevede espressamente che la licenza (salva diversa scelta della Commissione) debba essere proprio la EUPL.

Al momento, i software rilasciati sotto EUPL e disponibili su OSOR.EU sono circa 50: si tratta di un numero esiguo, che però è certamente destinato a crescere.

Fabio Bravo

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L’ISTAT sceglie la EUPL per il proprio software

L’ISTAT illustra, nella presentazione che segue, il percorso che ha portato dalla iniziale diffidenza verso l’open source, anche sotto il profilo giuridico, fino al definitivo accoglimento, con decisa preferenza accordata per la EUPL:

La presentazione è interessante perché potrebbe essere di stimolo ad altre pubblche amministrazioni italiane.

Fabio Bravo

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Pubblicato sul sito dell’OSOR.EU il caso del Disciplinare di Gara di SardegnaIT, segnalato da EUPL.IT

Sul sito dell’OSOR.EU Patrice-Emmanuel Schmitz ha illustrato il caso italiano segnalato su EUPL.IT, avente ad oggetto un disciplinare di gara emanato da SardegnaIT per un appalto di fornitura di software in ASP.

Nell’ambito di tale appalto, la valutazione dell’offerta tecnica contemplava l’attribuzione di apposito punteggio, ancoché esiguo, in caso di presentazione di software sotto licenza EUPL.

Veniva prevista, invece, l’attribuzione di un punteggio leggermente inferiore qualora la soluzione tecnica proposta fosse diversa dall’EUPL, ma consentisse comunque di attuare le strategie di riuso del software.

Ecco il commento di P.E. Schmitz (“A case study on fai procurement for FLOSS in Italy;) , che riporto di seguito:

The Region specifications state that all received proposals (proprietary or open source) will be evaluated technically and economically as follows:

Technical Evaluation Points
A Quality and maturity of the proposed solution 20
B Functional compliance with the needs 35
C Quality and capacity of the service provider 10
D Compatibility with the operating environment 10
E Provision of a “re-usable” solution (1) 3
F Provision of an “EUPL compatible” open source solution (2) + 2
Economical Evaluation .
G Delivery price 14
H Yearly maintenance cost 3
I Daily prices for “on request” support  services 3
Total of points 100

(1)     the solution is “reusable” when its licence authorizes all other local administrations in Italy to implement and use it.

(2)     the solution is “open source” when its licensing conditions comply with the European Union Public Licence (EUPL) taken as reference. “+2” means that two points are added to the three points obtained for a “reusable” solution: open source solutions are always reusable.

Comments

The two technical parameters A and B (perceived quality and functional compliance, 55% in total) receive priority, which is normal.

Parameters C and D (technical capacity and compatibility with the existing environment, 20% in total) may provide some advantages to well established vendors (including proprietary software providers, especially if the existing environment is proprietary).

On the other hand, parameters E, F, G, H (22% in total) should advantage an open source solution, the open solution providers or integrators.

An advantage of 5% (for providing a solution that the administration could distribute under the EUPL or which is compliant with the EUPL requirements) may look minimal, but it may also be decisive when the technical and economical aspects of two proposed solutions are comparable. The formal reference to the EUPL is not exclusive (evaluators could accept other OSI approved licences with similar characteristics). However, the uniqueness of the EUPL (which has official value in Italian and complies with the European Union law) is a strong incentive to use this licence.

References:

This case was kindly submitted to OSOR by professore Fabio Bravo. See the comments of professore Bravo on: www.eupl.it (in Italian)
Specifications of the Region Sardinia (DISCIPLINARE DI GARA – in Italian)
The
EUPL (in all EU languages)

Ringrazio ancora Patrice-Emmanuel Schmitz e l’OSOR.EU per l’attenzione posta al monitoraggio che EUPL.IT sta conducendo e colgo l’occasione per chiedere alle P.A. italiane di volermi segnalare le best practice poste in essere.

Fabio Bravo

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e-Government e software in EUPL sul sito dell’OSOR.EU: raggiunta quota 50

Cresce il repository di software di tipo “open source” dell’OSOR.EU, che contiene programmi con diverse licenze a codice sorgente aperto.

Sono 50, attualmente, i software disposponibili in EUPL.

Segnalo, di interessante utilità per accelerare i processi di e-democracy, DIARA:

Internet accessible voting system with authentication support for polls, petitions, public letters, initiatives and referendums.

The application written in Java and for functioning it needs only Java Applicaton Server (… ;)

In seguito riportarò alcune schede relative ai software disponiibli sul sito dell’OSOR.EU.

Fabio Bravo

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SardegnaIT e gara di appalto per la fornitura di servizi informatici in modalità ASP. La EUPL espressamente considerata nell’offerta tecnica

Nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro (APQ) in materia di Società dell’informazione, Atto integrativo III (Intervento SIAI301 – Comunas – Estensione e Servizi ASP), SardegnaIT, società “in house” della Regione Autonoma della Sardegna, nel 2009 esperiva una gara di appalto ex artt. 55 e 124 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 163/2006), avente ad oggetto la “Fornitura di un sistema informatico in modalità ASP per la gestione delle Attività Sociali dei Comuni”.

L’appalto era sotto soglia comunitaria. La base d’appalto era pari a 100.000,00 Euro, IVA esclusa, e la fornitura dei servizi veniva prevista per una durata di 270 giorni naturali consecutivi decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto, salvo la maggior durata della garanzia del software (come meglio specificata nel capitolato tecnico).

Stando al Disciplinare di Gara gentilmente segnalatomi dal Dott. Vito Carambia (che ringrazio sentitamente), del Dipartimento Sistemi Previsionali dell’ARPA Regione Piemonte (con il quale ho condiviso, insieme ad altri, i lavori sul caso della Piattaforma Experience), la gara veniva indetta al fine di

acquisire un sistema informatico per la gestione delle Attività Sociali dei Comuni, per consentirne l’utilizzo in modalità ASP (Application Service Provider), da parte di 30 piccoli Comuni della Sardegna, di popolazione non superiore a 5000 abitanti ciascuno, sprovvisti di applicativi specifici, che saranno successivamente individuati dalla Regione Autonoma della Sardegna (… ;)

Per gli aspetti della gara e del servizio ad oggetto dell’appalto rinvio al testo del Disciplinare di Gara ed all’ulteriore documentazione.

Di seguito mi preme mettere in evidenza taluni importanti passaggi in materia di riuso di software, di open source e pubblica amministrazione e di EUPL (European Union Public Licence) in particolare.

Ecco i punti che mi interessa evidenziare:

a) Modalità di aggiudicazione

Nel disciplinare di gara di precisa che il servizio viene aggiudicato al concorrente che abbia presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa ndividuata sulla base dei parametri di seguito specificati:

Parametri Punteggi complessivi massimi
Offerta tecnica 80
Offerta economica 20
Totale 100

b) Sull’offerta tecnica

Quanto alla valutazione del parametro “Offerta tecnica”, la Commissione di gara è tenuta ad esprimere un punteggio dettagliatamente previsto nel Disciplinare di Gara, secondo parametri e punteggi parziali cristallizzati in una tabella, che di seguito riporto:

Criterio Parametro Punteggio tecnico
A Qualità e completezza del progetto complessivo Max punti 20
B Completezza funzionale del software applicativo Max punti 35
C Qualità e quantità dei servizi professionali Max punti 10
D Grado di compatibilità con l’ambiente tecnologico Max punti 10
E Rilascio del sistema in modalità RIUSO Punti 3
F Rilascio del sistema in modalità OPEN SOURCE Punti 2
Criterio Parametro Punteggio Econ.
G Prezzo complessivo di fornitura Max punti 14
H Canone annuo complessivo di manutenzione Max punti 3
I Tariffa giornaliera prestazioni professionali a richiesta Max punti 3


c) Sulla valutazione del “Riuso” e dell’ “Open Source” in EUPL

Quanto ai criteri contrassegnati alle lett. “E” ed “F”, nel Disciplinare di gara si trovano, rispettivamente, le seguenti precisazioni:

E) Il rilascio del sistema in modalità “RIUSO”, riuso che potrà essere fruito da parte di altre Amministrazioni COmunali italiane, determinerà l’attribuzione del punteggio tecnico indicato ["Punti 3", n.d.A.].

L’aggiudicatario dovrà espressamente dichiarare la licenza di riuso con la quale intende rilasciare il software. La licenza d’uso di riferimento, fatta salva la possibilità della Commissione di gara di accettare altre licenze che presentino analoghe caratteristiche, è quella pubblicata dal Centro Regionale di Competenza per il Riuso della Regione Toscanam versione 1.01 (maggio 2009), disponibile all’indirizzo http://www.crcr.unipi.it/mediawiki/images/7/76/CRCR-Licenza-v1.01.pdf.

(Il criterio seguente, invece, riguarda in maniera specifica la EUPL)

F) Il rilascio del sistema in modalità Open Source determinerà l’attribuzione del punteggio tecnico indicato ["Punti 2", n.d.A.].

La licenza d’uso di riferimento, fatta salva la possibilità della Commissione di gara di accettare altre licenze che presentino analoghe caratteristiche, è la Licenza Pubblica dell’Unione europea (EUPL), versione 1.1 (o successive) disponibile all’indirizzo http://ec.europa.eu/idabc/servlets/Doc?id=31985.

Al di là di una terminologia non rigorosa in diversi punti, l’apparente anomalia del Disciplinare di Gara, che accorda un punteggio inferiore (Punti 2) alla modalità di rilascio in Open Source (EUPL) rispetto al punteggio assegnato con il rilascio in modalità Riuso (Punti 3), a beneficio della sola pubblica amministrazione, viene in realtà risolto e chiarito dalle parole immediatamente seguenti a quelle dianzi trascritte:

Poché il rilascio del sistema in modalità Open Source determina automaticamente anche la possibilità di riuso dello stesso, l’attribuzione del punteggio relativo al presente criterio comporta anche l’attribuzione del punteggio relativo al criterio E) e l’accettazione della sola EUPL

E’ dunque chiaro che il rilascio in modalità Open Source (in sola licenza EUPL) conferisce l’attribuzione del punteggio assegnato ad entrambi i criteri (E+F) e, dunque, in realtà coincide con 5 punti.

Dunque il rilascio del software in solo “riuso” non “open source” viene valutato punti 3, mentre il rilascio del medesimo software in modalità open source (in licenza EUPL) porta all’assegnazione di punti 5.

L’interessante meccanismo lascia l’appaltatrice libera di formulare l’offerta che ritiene preferibile, rimettendo però la soluzione alla Commissione di Gara, in relazione ai parametri di valutazione dell’offerta tecnica e giuridica.

C’è però da discutere sulla bontà di una soluzione del genere in relazione al punteggio attribuito.

Il punteggio attribuito alle modalità di rilascio (punti 3+2, al massimo) sembra di entità estremamente ridotta rispetto alle altre voci che vanno a determinare l’ammontare complessio dei punti per la valutazione dell’offerta tecnica (80), con il conseguente possibile rischio di una sterilizzazione de facto dell’introduzione dell’open source nella p.a.

L’idea di fondo è buona e può segnalarsi tra le best prectice, ma, a mio sommesso avviso, andrebbero rivalutati pesi e misure per rendere più appetibile il ricorso all’open source e alla EUPL.

Fabio Bravo

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Pubblicato sul sito dell’OSOR.EU il caso Piattaforma Experience segnalato da EUPL.IT come Italian Best Practice

Sul sito ufficiale dell’OSOR.EU è stato pubblicato l’articolo (dal titolo “IT: Italian regional administrations republishing proprietary software as open source;) di Gijs Hillenius, che rigrazio sentitamente, in cui viene illustrato il caso relativo alla “Piattaforma Experience“, Italian best practice in tema di EUPL (European Union Public Licence) segnalato nel precedente articolo su EUPL.IT.

Fabio Bravo

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Italian Best Practice. La Piattaforma Experience verso l’EUPL, con la contitolarità del software open source tra 20 Regioni, 2 Province autonome e il Dipartimento della Protezione Civile

Sulla EUPL l’Italia si sta muovendo in maniera decisa, ponendo le basi per una scelta che non ha precedenti nelle esperienze di altri Paesi.

E’ il caso della “Piattaforma Experience”, che tra le best practices in materia di EUPL è sicuramente quella destinata ad avere un ruolo primario, di maggior rilievo, in ambito nazionale ed internazionale.

La titolarità del software è stata acquistata dalla Regione Basilicata, la quale, per le particolari caratteristiche e funzioni della “Piattaforma”, destinata a soddisfare lo scambio informativo presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali della Protezione Civile, ha elaborato le “strategie di riuso” che prevedono, con una lungimiranza ed una sensibilità uniche:

a) la trasformazione del business model da software proprietario (prima nella titolarità della “Acrotec srl;) a open source;

b) l’adozione della licenza EUPL (European Union Public Licence);

c) l’estensione della titolarità del software a ben 23 enti pubblici di grande rilievo, di copertura nazionale: le 20 Regioni italiane, le due province autonome di Trento e Bolzano ed, infine, il Dipartimento della Protezione Civile;

d) l’adozione di regole giuridiche precise per gestire il rapporto tra contitolari pubblici, assicurando la conservazione del progetto in open source e, per quanto possibile, in EUPL.

La soluzione è stata delineata nell’ambito di un gruppo di lavoro formato dai referenti regionali (ed in primis dalla Regione Basilicata nel suo ruolo di stazione appaltante), da referenti del Dipartimento della Protezione Civile e da referenti della società appaltatrice. Nell’ambito di tale gruppo di lavoro è stata chiesta la mia partecipazione attiva come consulente.

Nelle riunioni di tale gruppo di lavoro hanno partecipato, dando un contributo attivo, oltra al sottoscritto in qualità di consulente per incarico della società appaltatrice, il Dott. Michele Gilio (Regione Basilicata), l’Ing. Giuseppe Basile (Capo dell’Ufficio Protezione Civile della Regione Basilicata), l’Ing. Giovanni Pacifico (Regione Basilicata), l’Ing. Massimo Bider (Regione Emilia-Romagna), il Dott. Vito Carambia (Regione Piemonte), il Dott. Corrado De Rosa (Dipartimento della Protezione Civile), l’Ing. Cosimo Versace (Acrotec srl, società appaltatrice), l’Ing. Paolo Campanella (Acroter srl, società appaltatrice).

In una propettiva di grande trasparenza, tutto il materiale sul progetto “Piattaforma Experience”, compreso i verbali e il documento di analisi per lo studio e la gestione delle strategie di riuso, compreso le regole tra comproprietari, è messo a disposizione on-line sul sito www.piattaformaexperience.it

Vi segnalo questi link, in particolare:

1) Home page del portale di riferimento per la Piattaforma Experience

2) Materiale sulla (scelta della) licenza di distribuzione del software

Come precisato nell’homepage, il

(… ;) portale raggruppa tutte le risorse WEB della Piattaforma EXPERIENCE, sia nell’ambito della sua implementazione operativa presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali, sia nell’ambito del progetto a codice aperto in via di realizzazione.

Le scelte segnalate dal tavolo di lavoro dovranno essere sottoposte all’attenzione degli organi ufficiali competenti, per la definitiva adozione formale delle decisioni, nella speranza che le soluzioni suggerite possano trovare conferma.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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