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Normativa

L’Agenzia per l’Italia Digitale emana una call per formare un tavolo di lavoro volto a definire i criteri di valutazione ex art. 68 CAD

 L’Agenzia per l’italia Digitale (ex DigitPA) sta redigendo i criteri per la valutazione comparativa richiesti al fine di valutare l’eventuale ricorso, da parte della P.A., a soluzioni di tipo proprietario in luogo di quelle basate su software a codice sorgente aperto o a soluzioni già disponibili per la P.A., incluse quelle già sviluppate internamente.

A tal fine ha emanato un Avviso pubblico con cui ha invitato esperti e soggetti interessati, aventi un ruolo nel mercato ICT (con particolare riferimento al quello del software) a partecipare ad un tavolo di lavoro per la redazione di linee guida sui criteri per le valutazioni comparative di cui all’art. 68 CAD.

Il tavolo di lavoro dovrebbe essere selezionato, tra quanti hanno fatto domanda, entro il 31 dicembre 2012 e dovrebbe svolgere i lavori da gennaio ad aprile 2013.

I risultati saranno resi pubblici.

L’Avviso è stato emanato sotto la vigenza dell’art. 68 CAD così come modificato nell’estate del 2012, ma è da ritenersi ancora attuale anche a fronte della più recente novellazione del medesimo articolo ad opera delle “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, apportate con l’art. 9 bis del D.L. 179 del 18 ottobre 2012, così come convertito, con modificazioni,  nella Legge 221 del 17 dicembre 2012, pubblicata in G.U. 18 dicembre 2012, S.O. n. 208.

Ulteriore modifica all’art. 68 CAD in materia di acquisizione di soluzioni informatiche da parte della P.A. (viene introdotto il cloud computing e vengono indicati i criteri per la valutazione comparativa)

 Dopo la recente modifica dell’art. 68 CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) ad opera del D.L. 83/2012, conv. in L. 134/2012, il legislatore – per iniziativa del Governo Monti – ha predisposto un’ulteriore modifica al medesimo art. 68 CAD, ad opera questa volta dell’art. 9 bis D.L. 179 del 18 ottobre 2012, così come convertito con modificazione nella Legge 221 del 17 dicembre 2012 (pubblicata in G.U. n. 294 del 18.10.2012, S.O. n. 208), recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.

In forza dell’art. 9 bis ult. cit. (rubricato “Acquisizione di software da parte della pubblica amministrazione” ;) , l’art. 68 CAD risulta innovato come segue:

 Art. 68 (Analisi comparativa delle soluzioni) – D.Lgs. 82/2002

 

1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software fruibile in modalità cloud computing;

e) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso;

f) software combinazione delle precedenti soluzioni.

 

1-bis.  A tal fine, le pubbliche amministrazioni prima di procedere all’acquisto, secondo le procedure di cui al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, effettuano una valutazione comparativa delel diverse soluzioni disponibili sulla base dei seguenti criteri:

a) costo complessivo del programma o soluzione quale costo di acquisto, di implementazione, di mantenimento e supporto;

b) livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard in grado di assicurare l’interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione;

c) garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza, conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali, livelli di servizio tenuto conto della tipologia di software acquisito.

 

1-ter. Ove dalla  valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamente l’impossibilita’ di accedere a soluzioni gia’ disponibili all’interno della pubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto.

 

Di seguito si riporta la versione immediatamente precedente:

 

 Art. 68 (Analisi comparativa delle soluzioni) – D.Lgs. 82/2002

 

1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software combinazione delle precedenti soluzioni.

 

Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilita’ di accedere a soluzioni open source o gia’ sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto.

 

 

Sul sito JoinUp della Commissione europea riportata la notizia della modifica all’art. 68 del CAD diramata da EUPL.IT

 

Sul sito “Joinup” della Commissione europea è stata riportata in inglese, con l’intento di darne divulgazione all’intera UE, la  notizia relativa alla modifica dell’art 68 del Codice dell’amministrazione digitale, precedentemente diffusa su EUPL.IT.

L’articolo, dal titolo “Priority to Open Source in the Italian Code for Digital Administration“, scritto da Patrice-Emmanuel Schmitz, riporta in inglese i nuovi contenuti normativi dell’art. 68 del CAD.

 

Nuove procedure di acquisizione di software da parte della P.A.: le modifiche al CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale)

L’art. 68 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale – D.Lgs. 82/2005) disciplina le modalità e le procedure per l’acquisizione di software da parte della Pubblica Amministrazione , prevedendo l’analisi comparativa tra le diverse soluzioni espressamente indicate.

Recentemente, con la legge n. 134 del 7 agosto 2012 (di conversione con modifiche del decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012 sulle modifiche urgenti per la crescita del Paese) è stata apportata una significativa modifica al predetto art. 68 del CAD.

L’acquisizione di software libero o a codice sorgente aperto (o il ricorso a soluzione già sviluppate all’interno della P.A.) è divenuta la regola, mentre l’acquisizione di software di tipo proprietario mediante licenza d’uso costituisce ora l’eccezione (il riferimento alle sole licenze d’uso appare tuttavia anacronistico, se si pensa alle altre modalità di fruizione del software: ASP, Cloud, etc.).

Si trascrive di seguito l’art. 68 CAD, nella versione previgente e nella versione attuale.

 Testo Previgente (fino all’11.08.2012)  Testo Vigente (dal 12.08.2012)
Art. 68. Analisi comparativa delle soluzioni Art. 68. Analisi comparativa delle soluzioni
1. Le pubbliche amministrazioni, nel rispetto della legge 7 agosto 1990, n. 241 , e del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 , acquisiscono, secondo le procedure previste dall’ordinamento,programmi informatici a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato: 1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:
a) sviluppo di programmi informatici per conto e a spese dell’amministrazione sulla scorta dei requisiti indicati dalla stessa amministrazione committente; a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;
b) riuso di programmi informatici, o parti di essi, sviluppati per conto e a spese della medesima o di altre amministrazioni; b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;
c) acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso; c) software libero o a codice sorgente aperto;
d) acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto;  d) software combinazione delle precedenti soluzioni.
e) acquisizione mediante combinazione delle modalità di cui alle lettere da a) a d). Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilita’ di accedere a soluzioni open source o gia’ sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto.

 

 


	                    
	                

L’ISTAT sceglie la EUPL per il proprio software

L’ISTAT illustra, nella presentazione che segue, il percorso che ha portato dalla iniziale diffidenza verso l’open source, anche sotto il profilo giuridico, fino al definitivo accoglimento, con decisa preferenza accordata per la EUPL:

La presentazione è interessante perché potrebbe essere di stimolo ad altre pubblche amministrazioni italiane.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it
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Malta e la Direttiva sull’Open Source Software. Contemplata espressamente la licenza EUPL

Riporto di seguito la segnalazione gentilmente fornitami da P.E. Schmitz sull’adozione, da parte di Malta, della Direttiva sull’Open Source Software, entrata in vigore dal 01 giugno 2010, nella quale viene contemplata espressamente la licenza EUPL tra le soluzioni efficienti per l’attuazione delle strategie di riuso del software da parte delle pubbliche amministrazioni:

The Government of Malta has published (effective 1st June 2010) its “Open Source Software Directive”.

The objective of this directive is to guide the implementation of cost-effective and non-disruptive Open Source Software (OSS) throughout Government.

It also seeks to maximise re-use of procured software by enabling the distribution of Government solutions as OSS under the European Union Public Licence (EUPL), where appropriate.

Qui è possibile scaricare in PDF il testo della direttiva, riportato anche nella Pagina “Documenti” (sezione “Normativa” su EUPL.IT.

Si inizia a riscontrare una diffusa sensibilità delle istituzioni alla EUPL per la gestione e l’implementazione di progetti di e-government. E’ da ricordare al riguardo anche l’esempio della Spagna, con il Real Decreto n. 4/2010.

Fabio Bravo
www.fabiobravo.it
.

La EUPL per legge. L’interessante iniziativa della Spagna per la distribuzione del software libero (Real Decreto n. 4/2010)

La EUPL per legge. Questa l’idea messa in atto dal governo spagnolo tramite il Regio Decreto n. 4/2010 dell’8 gennaio 2010, nel quale viene affrontato il tema della distribuzione del software libero (open source) nelle politiche di riuso a vantaggio della pubblica amministrazione spagnola, al fine di favorire l’interoperabilità dei servizi di eGovernment a livello nazionale (National Interoperability Framework).

Come segnalatomi per e-mail da Patrice-Emmanuel Schitz,

La Spagna è il primo Stato Membro a prescrivere formalmente la EUPL nel quadro nazionale per l’interoperabilità.

Infatti, prosegue Schmitz, il Regio Decreto Spagnolo n. 4/2010, all’art. 16.3, incoraggia la distribuzione nei termini della Licenza Pubblica dell’Unione europea (EUPL) qualora le pubbliche amministrazioni producano software che potrebbero essere oggetto di riuso.

Un approfondimento è disponibile sul sito dell’OSOR.EU, nell’articolo “Impact of the Spanish Royal Decree 4/2010 of 8 January 2010“, ove si precisa, sin dall’abstract, che tale decreto

“(… ;) implements the National Interoperability Framework planned in the eGovernment Law 11/2007. The framework has been developed with the participation of all Public Administrations (General State, Regional and Local governments – represented by one hundred experts) and of the ICT Industry professional associations. The Decree includes important provisions, especially Articles 16 and 17 related to the reuse of Public Sector software, the applicable licensing condition and the use of software repositories or forges”.

Per far comprendere meglio la portata innovativa del provedimento legislativo in esame, oltre a rinviare alla lettura integrale dell’articolo sopra richiamato, riporto di seguito l’intero art. 16 (nella sua versione inglese), al cui terzo comma v’è espressa indicazione della EUPL:


CHAPTER VIII
Reuse and technology transfer
Article 16. Applicable licensing conditions.


1. In the licensing conditions of the applications and related documentation and of other information objects of which Public Administration are holders of intellectual property rights and that can be made available for other Public Administrations and for the citizens, without return or necessity of agreement will take into account that the aim to pursue is the use and the reuse, as well as the protection against its exclusive appropriation by a third party, in conditions when the transferor is relieved from the responsibility because of the possible misuse by the transferee and also from the obligation of the technical assistance or the maintenance by the transferor, or compensation in case of errors in the application.

2. For the applications declared as open source, administrations will use licences which assure that shared programmes, data or information:
a) Can be executed for any purpose.
b) Let its source code be known.
c) Can be modified or improved.
d) Can be redistributed to other users with or without changes if the derived work keeps these four guarantees.

3. For this aim the application of the European Union Public Licence will be procured, without prejudice of other licences that can guarantee the same rights stated in the paragraphs 1 and 2.

Fabio Bravo
www.fabiobravo.it
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