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Incontro seminariale su Licenze software a codice sorgente aperto ed EUPL presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma

Nell’ambito di un importante progetto della Protezione Civile, nel quale è stato acquisita la proprietà del software utilizzato per la gestione del sistema di allertamento nazionale dei rischi idraulico e idrogeologico, salvo altro, sono stato invitato a tenere una lezione seminariale sul tema delle licenze software” con riferimento ai programmi a codice sorgente aperto.

L’acquisto del predetto software direttamente dalla software house (Acrotec srl), e con esso la raggiunta disponibilità dei codici sorgenti da parte della p.a. acquirente, ha portato a discutere l’eventualità che venisse intrapresa una strategia di riuso, anche in favore di altre pubbliche amministrazioni interessate, basata sul definitivo licenziamento del software con licenze open source e, in particolare, con la EUPL.

Nell’incontro seminariale, svoltosi il 27 aprile 2010 presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma alla presenza anche dei referenti regionali, ho avuto modo di illustrare la EUPL, la sua provenienza istituzionale, le sue caratteristiche, i vantaggi, le strategie contrattuali per ottimizzare le clausole della licenza pubblica in parola. Ne è nato uno stimolante dibattito con quanto erano presenti ai lavori.

Ho notato un enorme interesse per la EUPL e sicuramente il seminario è valso ad intavolare un confronto tecnico molto interessante che, mi auguro, contribuisca seriamente alla diffusione della EUPL medesima.

All’esito dei lavori, tuttavia, è emersa anche la tendenza, in generale per le pubbliche amministrazioni italiane, a non divulgare con licenze open source il software acquisito, ma di metterlo a disposizione delle singole p.a. di volta in volta interessate mediante forme di distribuzione diverse dalle licenze pubbliche, al fine di garantire il riuso del programma e la disponibilità dei codici sorgenti alle sole p.a. destinatarie, ma non alla comunità intera degli stakeholders.

In altre parole, anziché abbracciare la logica della distribuzione del software per qualsivoglia uso, escluso eventualmente quello commerciale, concedendo anche il diritto di copia, di distribuzione e di modifica del software medesimo, con pubblica diffusione dei codici sorgenti, che rimarrebbero aperti, si delinea la tendenza della pubblica amministrazione a tenere riservati i codici sorgenti, mettendoli in condivisione solamente dei soggetti di volta in volta interessati, anche ai fini dell’attuazione delle strategie di riuso, ma senza concedere al pubblico generalizzato il diritto di copia, modifica e distribuzione del software.

Ci si muoverebbe, in altre parole, nella prospettiva di software che rimangono proprietari, ancorché nella titolarità di soggetti pubblici, consentendo a questi di mantenere il governo costante sulla distribuzione, lo sviluppo e la condivisione del software e dei sorgenti, facendo però salvi gli obblighi normativi sul riuso.

Nell’attesa di apprendere quale sia la scelta ufficiale della Protezione Civile sulle modalità di rilascio del software in questione e sul tipo di licenza che verrà utilizzata, mi preme far presente che la licenza del software in EUPL, con codice sorgente aperto, continua ad essere una strategia meritevole di essere considerata e percorsa da parte della P.A.

Tra l’altro, come mi ha segnalato proprio ieri Patrice-Emmanuel Schmitz tramite e-mail, la Spagna, con un proprio provvedimento normativo, ha indicato espressamente la EUPL quale licenza pubblica da utilizzare per le strategie di riuso in favore delle pubbliche amministrazioni spagnole. Dedicherò all’argomento uno specifico post, a breve.

Per chi avesse partecipato all’incontro seminariale e desiderasse ricevere le slide utilizzate, può farmene richiesta via e-mail.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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