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Nuove procedure di acquisizione di software da parte della P.A.: le modifiche al CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale)

L’art. 68 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale – D.Lgs. 82/2005) disciplina le modalità e le procedure per l’acquisizione di software da parte della Pubblica Amministrazione , prevedendo l’analisi comparativa tra le diverse soluzioni espressamente indicate.

Recentemente, con la legge n. 134 del 7 agosto 2012 (di conversione con modifiche del decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012 sulle modifiche urgenti per la crescita del Paese) è stata apportata una significativa modifica al predetto art. 68 del CAD.

L’acquisizione di software libero o a codice sorgente aperto (o il ricorso a soluzione già sviluppate all’interno della P.A.) è divenuta la regola, mentre l’acquisizione di software di tipo proprietario mediante licenza d’uso costituisce ora l’eccezione (il riferimento alle sole licenze d’uso appare tuttavia anacronistico, se si pensa alle altre modalità di fruizione del software: ASP, Cloud, etc.).

Si trascrive di seguito l’art. 68 CAD, nella versione previgente e nella versione attuale.

 Testo Previgente (fino all’11.08.2012)  Testo Vigente (dal 12.08.2012)
Art. 68. Analisi comparativa delle soluzioni Art. 68. Analisi comparativa delle soluzioni
1. Le pubbliche amministrazioni, nel rispetto della legge 7 agosto 1990, n. 241 , e del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 , acquisiscono, secondo le procedure previste dall’ordinamento,programmi informatici a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato: 1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:
a) sviluppo di programmi informatici per conto e a spese dell’amministrazione sulla scorta dei requisiti indicati dalla stessa amministrazione committente; a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;
b) riuso di programmi informatici, o parti di essi, sviluppati per conto e a spese della medesima o di altre amministrazioni; b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;
c) acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso; c) software libero o a codice sorgente aperto;
d) acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto;  d) software combinazione delle precedenti soluzioni.
e) acquisizione mediante combinazione delle modalità di cui alle lettere da a) a d). Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilita’ di accedere a soluzioni open source o gia’ sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto.

 

 


Una risposta a Nuove procedure di acquisizione di software da parte della P.A.: le modifiche al CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale)

  • Fernando scrive:

    Sono un cittadino e lavoro in una struttura privata. Dopo molti anni lo Stato si e’ deciso che anche nel digitale si puo’ risparmiare. Il Software libero noi lo usiamo da diversi anni e solo un paio di persone sono fossilizzate sull’uso di altro software. Occorre pero’ che i vertici siano consapevoli dei notevoli risparmi in questo campo, senza dimenticare, pero’, che risparmiare da una parte non significa spendere di piu’ altrove. Buon lavoro.

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