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Acrotec

Italian Best Practice. La Piattaforma Experience verso l’EUPL, con la contitolarità del software open source tra 20 Regioni, 2 Province autonome e il Dipartimento della Protezione Civile

Sulla EUPL l’Italia si sta muovendo in maniera decisa, ponendo le basi per una scelta che non ha precedenti nelle esperienze di altri Paesi.

E’ il caso della “Piattaforma Experience”, che tra le best practices in materia di EUPL è sicuramente quella destinata ad avere un ruolo primario, di maggior rilievo, in ambito nazionale ed internazionale.

La titolarità del software è stata acquistata dalla Regione Basilicata, la quale, per le particolari caratteristiche e funzioni della “Piattaforma”, destinata a soddisfare lo scambio informativo presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali della Protezione Civile, ha elaborato le “strategie di riuso” che prevedono, con una lungimiranza ed una sensibilità uniche:

a) la trasformazione del business model da software proprietario (prima nella titolarità della “Acrotec srl;) a open source;

b) l’adozione della licenza EUPL (European Union Public Licence);

c) l’estensione della titolarità del software a ben 23 enti pubblici di grande rilievo, di copertura nazionale: le 20 Regioni italiane, le due province autonome di Trento e Bolzano ed, infine, il Dipartimento della Protezione Civile;

d) l’adozione di regole giuridiche precise per gestire il rapporto tra contitolari pubblici, assicurando la conservazione del progetto in open source e, per quanto possibile, in EUPL.

La soluzione è stata delineata nell’ambito di un gruppo di lavoro formato dai referenti regionali (ed in primis dalla Regione Basilicata nel suo ruolo di stazione appaltante), da referenti del Dipartimento della Protezione Civile e da referenti della società appaltatrice. Nell’ambito di tale gruppo di lavoro è stata chiesta la mia partecipazione attiva come consulente.

Nelle riunioni di tale gruppo di lavoro hanno partecipato, dando un contributo attivo, oltra al sottoscritto in qualità di consulente per incarico della società appaltatrice, il Dott. Michele Gilio (Regione Basilicata), l’Ing. Giuseppe Basile (Capo dell’Ufficio Protezione Civile della Regione Basilicata), l’Ing. Giovanni Pacifico (Regione Basilicata), l’Ing. Massimo Bider (Regione Emilia-Romagna), il Dott. Vito Carambia (Regione Piemonte), il Dott. Corrado De Rosa (Dipartimento della Protezione Civile), l’Ing. Cosimo Versace (Acrotec srl, società appaltatrice), l’Ing. Paolo Campanella (Acroter srl, società appaltatrice).

In una propettiva di grande trasparenza, tutto il materiale sul progetto “Piattaforma Experience”, compreso i verbali e il documento di analisi per lo studio e la gestione delle strategie di riuso, compreso le regole tra comproprietari, è messo a disposizione on-line sul sito www.piattaformaexperience.it

Vi segnalo questi link, in particolare:

1) Home page del portale di riferimento per la Piattaforma Experience

2) Materiale sulla (scelta della) licenza di distribuzione del software

Come precisato nell’homepage, il

(… ;) portale raggruppa tutte le risorse WEB della Piattaforma EXPERIENCE, sia nell’ambito della sua implementazione operativa presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali, sia nell’ambito del progetto a codice aperto in via di realizzazione.

Le scelte segnalate dal tavolo di lavoro dovranno essere sottoposte all’attenzione degli organi ufficiali competenti, per la definitiva adozione formale delle decisioni, nella speranza che le soluzioni suggerite possano trovare conferma.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Incontro seminariale su Licenze software a codice sorgente aperto ed EUPL presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma

Nell’ambito di un importante progetto della Protezione Civile, nel quale è stato acquisita la proprietà del software utilizzato per la gestione del sistema di allertamento nazionale dei rischi idraulico e idrogeologico, salvo altro, sono stato invitato a tenere una lezione seminariale sul tema delle licenze software” con riferimento ai programmi a codice sorgente aperto.

L’acquisto del predetto software direttamente dalla software house (Acrotec srl), e con esso la raggiunta disponibilità dei codici sorgenti da parte della p.a. acquirente, ha portato a discutere l’eventualità che venisse intrapresa una strategia di riuso, anche in favore di altre pubbliche amministrazioni interessate, basata sul definitivo licenziamento del software con licenze open source e, in particolare, con la EUPL.

Nell’incontro seminariale, svoltosi il 27 aprile 2010 presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma alla presenza anche dei referenti regionali, ho avuto modo di illustrare la EUPL, la sua provenienza istituzionale, le sue caratteristiche, i vantaggi, le strategie contrattuali per ottimizzare le clausole della licenza pubblica in parola. Ne è nato uno stimolante dibattito con quanto erano presenti ai lavori.

Ho notato un enorme interesse per la EUPL e sicuramente il seminario è valso ad intavolare un confronto tecnico molto interessante che, mi auguro, contribuisca seriamente alla diffusione della EUPL medesima.

All’esito dei lavori, tuttavia, è emersa anche la tendenza, in generale per le pubbliche amministrazioni italiane, a non divulgare con licenze open source il software acquisito, ma di metterlo a disposizione delle singole p.a. di volta in volta interessate mediante forme di distribuzione diverse dalle licenze pubbliche, al fine di garantire il riuso del programma e la disponibilità dei codici sorgenti alle sole p.a. destinatarie, ma non alla comunità intera degli stakeholders.

In altre parole, anziché abbracciare la logica della distribuzione del software per qualsivoglia uso, escluso eventualmente quello commerciale, concedendo anche il diritto di copia, di distribuzione e di modifica del software medesimo, con pubblica diffusione dei codici sorgenti, che rimarrebbero aperti, si delinea la tendenza della pubblica amministrazione a tenere riservati i codici sorgenti, mettendoli in condivisione solamente dei soggetti di volta in volta interessati, anche ai fini dell’attuazione delle strategie di riuso, ma senza concedere al pubblico generalizzato il diritto di copia, modifica e distribuzione del software.

Ci si muoverebbe, in altre parole, nella prospettiva di software che rimangono proprietari, ancorché nella titolarità di soggetti pubblici, consentendo a questi di mantenere il governo costante sulla distribuzione, lo sviluppo e la condivisione del software e dei sorgenti, facendo però salvi gli obblighi normativi sul riuso.

Nell’attesa di apprendere quale sia la scelta ufficiale della Protezione Civile sulle modalità di rilascio del software in questione e sul tipo di licenza che verrà utilizzata, mi preme far presente che la licenza del software in EUPL, con codice sorgente aperto, continua ad essere una strategia meritevole di essere considerata e percorsa da parte della P.A.

Tra l’altro, come mi ha segnalato proprio ieri Patrice-Emmanuel Schmitz tramite e-mail, la Spagna, con un proprio provvedimento normativo, ha indicato espressamente la EUPL quale licenza pubblica da utilizzare per le strategie di riuso in favore delle pubbliche amministrazioni spagnole. Dedicherò all’argomento uno specifico post, a breve.

Per chi avesse partecipato all’incontro seminariale e desiderasse ricevere le slide utilizzate, può farmene richiesta via e-mail.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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