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EUPL.it

Sul sito JoinUp della Commissione europea riportata la notizia della modifica all’art. 68 del CAD diramata da EUPL.IT

 

Sul sito “Joinup” della Commissione europea è stata riportata in inglese, con l’intento di darne divulgazione all’intera UE, la  notizia relativa alla modifica dell’art 68 del Codice dell’amministrazione digitale, precedentemente diffusa su EUPL.IT.

L’articolo, dal titolo “Priority to Open Source in the Italian Code for Digital Administration“, scritto da Patrice-Emmanuel Schmitz, riporta in inglese i nuovi contenuti normativi dell’art. 68 del CAD.

 

EUPL, GPL e le FOSS Licence Exceptions di MySQL e Sencha

In Italia si è verificato che alcuni progetti (NotreDAM prima e CreaTiVù dopo) con software sviluppato sotto licenza EUPL abbiano dovuto abbracciare la GPLv3, per via dell’utilizzo della libreria Ext-Js di Sencha, licenziata in GPL v3 (EUPL e GPL v3, com’è noto, sono attualmente licenze FOSS – Free OpenSource Software - tra loro direttamente incompatibili).

Ho avuto modo di affrontare il caso NotreDAM e CreaTiVù su EUPL.IT e in occasione dell’EOLE 2010.

La casistica è significativa e mette a nudo il problema della interoperabilità delle licenze (tra EUPL e GPL in particolare) e, a mio sommesso avviso, il sacrificio draconiano che gli sviluppatori (e i titolari del progetto) sono chiamati a svolgere sulla libertà di scelta delle regole giuridiche per la circolazione del proprio Free/OpenSource Software ove ravvisino l’opportunità tecnica di ricorrere a codice o librerie licenziate pur sempre in FOSS, ma con licenza incompatibile rispetto a quella originariamente adottata.

Per tentare di superare il problema e garantire la libertà di scelta della licenza FOSS tra le diverse disponibili sul mercato, avevo provato a stimolare (su EUPL.IT, per e-mail e in sede di Congresso internazionale all’EOLE2010) un intervento dell’OSOR.EU, affinché potesse dialogare con Sencha, titolare dei diritti sulla libreria Ext-Js, al fine di ottenere una soluzione che potesse garantire sia la libertà di licenziare in GPL (da parte del titolare dei diritti sull’opera), sia la libertà per i terzi di mantenere la EUPL nello sviluppo del software, pur a fronte dell’uso della Ext-Js.

Visto che Sencha già distribuisce Ext-Js in multi-licensing (una open source licence in GPL v3 e due diverse commercial licences), immaginavo che non vi fossero particolari ostacoli a rilasciare il tutto anche in EUPL, in aggiunta alla GPL (l’altra soluzione, di più facile realizzazione, sarebbe quella di licenziare la libreria in LGPL. Tuttavia si tratta di soluzione che era stata esclusa da Sencha).

Per l’OSOR.EU si è mosso egregiamente Patrice-Emmanuel Schmitz, che, incontrando in Sencha una straordinaria sensibilità per l’open source e per la EUPL, ha concertato l’introduzione di una FOSS Licence Exception basata su FOSS Licence List, così come già avvenuto per MySQL (prima “Oracle” ;) .

Ora sia Sencha (1) (2) che MySQL (3) si sono dotati di apposite clausole con cui viene prevista una FOSS Licence Exception da applicare ad una lista di licenze  FOSS, tra le quali è annoverata la EUPL.

La soluzione (mutuata dalla EUPL, che acclude una lista di licenze considerate “compatibili” ;) è pregevole, in quanto costituisce un primo passo verso il dialogo tra licenze FOSS e la loro interoperabilità, nell’attesa di percorrere strade di integrazione più significative.

Il sostanza, il titolare dei diritti di sfruttamento economico dell’opera licenziata con licenza FOSS, anche a fronte di uno strong copyleft come nel caso della GPL, introduce una eccezione alle clausole della licenza utilizzata per la distribuzione dell’opera originaria, rendendo possibile la successiva distribuzione (di “derivative works” entro rigorosi criteri dettagliatamente specificati nella Exception), con altre licenze FOSS indicate in una apposita lista (la FOSS Exception List, appunto). In tal modo si creano margini per distribuire l’opera “derivata” con una licenza tra quelle preindividuate nella lista, che altrimenti sarebbe stata incompatibile con quella origiariamente scelta dal proprietario dell’opera originaria.

La soluzione, spiega Schmitz in un suo interessante contributo (“How FOSS exception lists extend licence interoperability;) , è stata efficacemente introdotta da MySQL e, a fronte delle mie sollecitazioni, è stata riproposta ed attuata anche per Sencha, al fine di risolvere e prevenire casi analoghi a quelli verificatisi con i progetti italiani NotreDAM e CreaTiVù, assicurando agli sviluppatori la più ampia libertà di scelta in ordine alla individuazione della licenza FOSS da applicare allo sviluppo del software, sia essa EUPL, GPL o altra licenza FOSS.

Colgo l’occasione per ringraziare profondamente Patrice-E. Schmitz (OSOR.EU) e Adam Mishcon (Sencha Inc.) per aver preso a cuore il problema sollevato ed essere giunti alla soluzione della criticità sopra evidenziata, nonché per avermi reso partecipe della discussione attraverso lo scambio di e-mail.

Sencha ha mostrato una profonda sensibilità, fino a toccare il punto nodale del problema, là dove, in una sua pagina web dedicata all’illustrazione dell’Exception Intent, afferma che

We want people to be able to build Free/Libre and Open Source Software (“FLOSS”) applications using Sencha SDKs despite the fact that not all FLOSS licenses are compatible with version 3.0 of the GNU General Public License (the “GPL”).

In altre parole, parafrasando in termini giuridici, mi pare di poter sostenere che l’intento che la clausola di eccezione voglia assicurare sia proprio quello di evitare ai terzi, per quanto possibile, di pregiudicare la loro facoltà (libertà) di scelta in ordine alla licenza da utilizzare in fase di sviluppo e distribuzione del software di tipo FLOSS (o FOSS), anche là dove tale scelta ricada su una licenza FLOSS incompatibile con la GPL v3 (o GPL v2), individuata per la distribuzione originaria della libreria a cui il terzo intenda fare ricorso.

Ritornerò con altri approfondimenti sul tema della FOSS Licence Exception.

Fabio Bravo

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EUPL.IT segnalato sul portale “Marco Aurelio” della Direzione Organizzazione e Sviluppo del Comune di Roma Capitale dedicato alla Formazione del Personale

Il Portale per la Formazione di Roma Capitale “Marco Aurelio”, realizzato dalla Direzione Organizzazione e Sviluppo del Comune di Roma, Dipartimento per le Politiche delle Risorse Umane, prevede

un piano per la formazione e la valorizzazione dei dipendenti, per rendere più efficiente l’amministrazione, per qualificare ed elevare la professionalità dei propri dipendenti, per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini. Nel quadro generale del rinnovamento della Pubblica Amministrazione, che si sta realizzando anche attraverso profonde riforme legislative, l’Amministrazione capitolina, che conta circa 27.000 dipendenti, intende sviluppare un piano organico e programmato di formazione, basato su di un coinvolgimento ampio e attivo dei destinatari, su di un’analisi dei bisogni individuali e dei bisogni organizzativi dei diversi servizi.

 

Nella sezione documenti del predetto portale viene segnalato il sito EUPL.IT e l’articolo seguente, segnale apprezzabile della crescente attenzione all’uso della licenza EUPL da parte della P.A. italiana:

 

L’inclusione della EUPL tra i temi su cui concentrare la formazione del personale è un passaggio importante per lo sviluppo tecnologico degli Enti Locali. Alla Direzione Organizzazione e Sviluppo del Dipartimento per le Politiche delle Risorse Umane Comune di Roma, pertanto,  va riconosciuto in nostro apprezzamento.

Fabio Bravo

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Pubblicato sul sito dell’OSOR.EU il caso del Disciplinare di Gara di SardegnaIT, segnalato da EUPL.IT

Sul sito dell’OSOR.EU Patrice-Emmanuel Schmitz ha illustrato il caso italiano segnalato su EUPL.IT, avente ad oggetto un disciplinare di gara emanato da SardegnaIT per un appalto di fornitura di software in ASP.

Nell’ambito di tale appalto, la valutazione dell’offerta tecnica contemplava l’attribuzione di apposito punteggio, ancoché esiguo, in caso di presentazione di software sotto licenza EUPL.

Veniva prevista, invece, l’attribuzione di un punteggio leggermente inferiore qualora la soluzione tecnica proposta fosse diversa dall’EUPL, ma consentisse comunque di attuare le strategie di riuso del software.

Ecco il commento di P.E. Schmitz (“A case study on fai procurement for FLOSS in Italy;) , che riporto di seguito:

The Region specifications state that all received proposals (proprietary or open source) will be evaluated technically and economically as follows:

Technical Evaluation Points
A Quality and maturity of the proposed solution 20
B Functional compliance with the needs 35
C Quality and capacity of the service provider 10
D Compatibility with the operating environment 10
E Provision of a “re-usable” solution (1) 3
F Provision of an “EUPL compatible” open source solution (2) + 2
Economical Evaluation .
G Delivery price 14
H Yearly maintenance cost 3
I Daily prices for “on request” support  services 3
Total of points 100

(1)     the solution is “reusable” when its licence authorizes all other local administrations in Italy to implement and use it.

(2)     the solution is “open source” when its licensing conditions comply with the European Union Public Licence (EUPL) taken as reference. “+2” means that two points are added to the three points obtained for a “reusable” solution: open source solutions are always reusable.

Comments

The two technical parameters A and B (perceived quality and functional compliance, 55% in total) receive priority, which is normal.

Parameters C and D (technical capacity and compatibility with the existing environment, 20% in total) may provide some advantages to well established vendors (including proprietary software providers, especially if the existing environment is proprietary).

On the other hand, parameters E, F, G, H (22% in total) should advantage an open source solution, the open solution providers or integrators.

An advantage of 5% (for providing a solution that the administration could distribute under the EUPL or which is compliant with the EUPL requirements) may look minimal, but it may also be decisive when the technical and economical aspects of two proposed solutions are comparable. The formal reference to the EUPL is not exclusive (evaluators could accept other OSI approved licences with similar characteristics). However, the uniqueness of the EUPL (which has official value in Italian and complies with the European Union law) is a strong incentive to use this licence.

References:

This case was kindly submitted to OSOR by professore Fabio Bravo. See the comments of professore Bravo on: www.eupl.it (in Italian)
Specifications of the Region Sardinia (DISCIPLINARE DI GARA – in Italian)
The
EUPL (in all EU languages)

Ringrazio ancora Patrice-Emmanuel Schmitz e l’OSOR.EU per l’attenzione posta al monitoraggio che EUPL.IT sta conducendo e colgo l’occasione per chiedere alle P.A. italiane di volermi segnalare le best practice poste in essere.

Fabio Bravo

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SardegnaIT e gara di appalto per la fornitura di servizi informatici in modalità ASP. La EUPL espressamente considerata nell’offerta tecnica

Nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro (APQ) in materia di Società dell’informazione, Atto integrativo III (Intervento SIAI301 – Comunas – Estensione e Servizi ASP), SardegnaIT, società “in house” della Regione Autonoma della Sardegna, nel 2009 esperiva una gara di appalto ex artt. 55 e 124 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 163/2006), avente ad oggetto la “Fornitura di un sistema informatico in modalità ASP per la gestione delle Attività Sociali dei Comuni”.

L’appalto era sotto soglia comunitaria. La base d’appalto era pari a 100.000,00 Euro, IVA esclusa, e la fornitura dei servizi veniva prevista per una durata di 270 giorni naturali consecutivi decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto, salvo la maggior durata della garanzia del software (come meglio specificata nel capitolato tecnico).

Stando al Disciplinare di Gara gentilmente segnalatomi dal Dott. Vito Carambia (che ringrazio sentitamente), del Dipartimento Sistemi Previsionali dell’ARPA Regione Piemonte (con il quale ho condiviso, insieme ad altri, i lavori sul caso della Piattaforma Experience), la gara veniva indetta al fine di

acquisire un sistema informatico per la gestione delle Attività Sociali dei Comuni, per consentirne l’utilizzo in modalità ASP (Application Service Provider), da parte di 30 piccoli Comuni della Sardegna, di popolazione non superiore a 5000 abitanti ciascuno, sprovvisti di applicativi specifici, che saranno successivamente individuati dalla Regione Autonoma della Sardegna (… ;)

Per gli aspetti della gara e del servizio ad oggetto dell’appalto rinvio al testo del Disciplinare di Gara ed all’ulteriore documentazione.

Di seguito mi preme mettere in evidenza taluni importanti passaggi in materia di riuso di software, di open source e pubblica amministrazione e di EUPL (European Union Public Licence) in particolare.

Ecco i punti che mi interessa evidenziare:

a) Modalità di aggiudicazione

Nel disciplinare di gara di precisa che il servizio viene aggiudicato al concorrente che abbia presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa ndividuata sulla base dei parametri di seguito specificati:

Parametri Punteggi complessivi massimi
Offerta tecnica 80
Offerta economica 20
Totale 100

b) Sull’offerta tecnica

Quanto alla valutazione del parametro “Offerta tecnica”, la Commissione di gara è tenuta ad esprimere un punteggio dettagliatamente previsto nel Disciplinare di Gara, secondo parametri e punteggi parziali cristallizzati in una tabella, che di seguito riporto:

Criterio Parametro Punteggio tecnico
A Qualità e completezza del progetto complessivo Max punti 20
B Completezza funzionale del software applicativo Max punti 35
C Qualità e quantità dei servizi professionali Max punti 10
D Grado di compatibilità con l’ambiente tecnologico Max punti 10
E Rilascio del sistema in modalità RIUSO Punti 3
F Rilascio del sistema in modalità OPEN SOURCE Punti 2
Criterio Parametro Punteggio Econ.
G Prezzo complessivo di fornitura Max punti 14
H Canone annuo complessivo di manutenzione Max punti 3
I Tariffa giornaliera prestazioni professionali a richiesta Max punti 3


c) Sulla valutazione del “Riuso” e dell’ “Open Source” in EUPL

Quanto ai criteri contrassegnati alle lett. “E” ed “F”, nel Disciplinare di gara si trovano, rispettivamente, le seguenti precisazioni:

E) Il rilascio del sistema in modalità “RIUSO”, riuso che potrà essere fruito da parte di altre Amministrazioni COmunali italiane, determinerà l’attribuzione del punteggio tecnico indicato [“Punti 3″, n.d.A.].

L’aggiudicatario dovrà espressamente dichiarare la licenza di riuso con la quale intende rilasciare il software. La licenza d’uso di riferimento, fatta salva la possibilità della Commissione di gara di accettare altre licenze che presentino analoghe caratteristiche, è quella pubblicata dal Centro Regionale di Competenza per il Riuso della Regione Toscanam versione 1.01 (maggio 2009), disponibile all’indirizzo http://www.crcr.unipi.it/mediawiki/images/7/76/CRCR-Licenza-v1.01.pdf.

(Il criterio seguente, invece, riguarda in maniera specifica la EUPL)

F) Il rilascio del sistema in modalità Open Source determinerà l’attribuzione del punteggio tecnico indicato [“Punti 2″, n.d.A.].

La licenza d’uso di riferimento, fatta salva la possibilità della Commissione di gara di accettare altre licenze che presentino analoghe caratteristiche, è la Licenza Pubblica dell’Unione europea (EUPL), versione 1.1 (o successive) disponibile all’indirizzo http://ec.europa.eu/idabc/servlets/Doc?id=31985.

Al di là di una terminologia non rigorosa in diversi punti, l’apparente anomalia del Disciplinare di Gara, che accorda un punteggio inferiore (Punti 2) alla modalità di rilascio in Open Source (EUPL) rispetto al punteggio assegnato con il rilascio in modalità Riuso (Punti 3), a beneficio della sola pubblica amministrazione, viene in realtà risolto e chiarito dalle parole immediatamente seguenti a quelle dianzi trascritte:

Poché il rilascio del sistema in modalità Open Source determina automaticamente anche la possibilità di riuso dello stesso, l’attribuzione del punteggio relativo al presente criterio comporta anche l’attribuzione del punteggio relativo al criterio E) e l’accettazione della sola EUPL

E’ dunque chiaro che il rilascio in modalità Open Source (in sola licenza EUPL) conferisce l’attribuzione del punteggio assegnato ad entrambi i criteri (E+F) e, dunque, in realtà coincide con 5 punti.

Dunque il rilascio del software in solo “riuso” non “open source” viene valutato punti 3, mentre il rilascio del medesimo software in modalità open source (in licenza EUPL) porta all’assegnazione di punti 5.

L’interessante meccanismo lascia l’appaltatrice libera di formulare l’offerta che ritiene preferibile, rimettendo però la soluzione alla Commissione di Gara, in relazione ai parametri di valutazione dell’offerta tecnica e giuridica.

C’è però da discutere sulla bontà di una soluzione del genere in relazione al punteggio attribuito.

Il punteggio attribuito alle modalità di rilascio (punti 3+2, al massimo) sembra di entità estremamente ridotta rispetto alle altre voci che vanno a determinare l’ammontare complessio dei punti per la valutazione dell’offerta tecnica (80), con il conseguente possibile rischio di una sterilizzazione de facto dell’introduzione dell’open source nella p.a.

L’idea di fondo è buona e può segnalarsi tra le best prectice, ma, a mio sommesso avviso, andrebbero rivalutati pesi e misure per rendere più appetibile il ricorso all’open source e alla EUPL.

Fabio Bravo

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Pubblicato sul sito dell’OSOR.EU il caso Piattaforma Experience segnalato da EUPL.IT come Italian Best Practice

Sul sito ufficiale dell’OSOR.EU è stato pubblicato l’articolo (dal titolo “IT: Italian regional administrations republishing proprietary software as open source;) di Gijs Hillenius, che rigrazio sentitamente, in cui viene illustrato il caso relativo alla “Piattaforma Experience“, Italian best practice in tema di EUPL (European Union Public Licence) segnalato nel precedente articolo su EUPL.IT.

Fabio Bravo

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Italian Best Practice. La Piattaforma Experience verso l’EUPL, con la contitolarità del software open source tra 20 Regioni, 2 Province autonome e il Dipartimento della Protezione Civile

Sulla EUPL l’Italia si sta muovendo in maniera decisa, ponendo le basi per una scelta che non ha precedenti nelle esperienze di altri Paesi.

E’ il caso della “Piattaforma Experience”, che tra le best practices in materia di EUPL è sicuramente quella destinata ad avere un ruolo primario, di maggior rilievo, in ambito nazionale ed internazionale.

La titolarità del software è stata acquistata dalla Regione Basilicata, la quale, per le particolari caratteristiche e funzioni della “Piattaforma”, destinata a soddisfare lo scambio informativo presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali della Protezione Civile, ha elaborato le “strategie di riuso” che prevedono, con una lungimiranza ed una sensibilità uniche:

a) la trasformazione del business model da software proprietario (prima nella titolarità della “Acrotec srl;) a open source;

b) l’adozione della licenza EUPL (European Union Public Licence);

c) l’estensione della titolarità del software a ben 23 enti pubblici di grande rilievo, di copertura nazionale: le 20 Regioni italiane, le due province autonome di Trento e Bolzano ed, infine, il Dipartimento della Protezione Civile;

d) l’adozione di regole giuridiche precise per gestire il rapporto tra contitolari pubblici, assicurando la conservazione del progetto in open source e, per quanto possibile, in EUPL.

La soluzione è stata delineata nell’ambito di un gruppo di lavoro formato dai referenti regionali (ed in primis dalla Regione Basilicata nel suo ruolo di stazione appaltante), da referenti del Dipartimento della Protezione Civile e da referenti della società appaltatrice. Nell’ambito di tale gruppo di lavoro è stata chiesta la mia partecipazione attiva come consulente.

Nelle riunioni di tale gruppo di lavoro hanno partecipato, dando un contributo attivo, oltra al sottoscritto in qualità di consulente per incarico della società appaltatrice, il Dott. Michele Gilio (Regione Basilicata), l’Ing. Giuseppe Basile (Capo dell’Ufficio Protezione Civile della Regione Basilicata), l’Ing. Giovanni Pacifico (Regione Basilicata), l’Ing. Massimo Bider (Regione Emilia-Romagna), il Dott. Vito Carambia (Regione Piemonte), il Dott. Corrado De Rosa (Dipartimento della Protezione Civile), l’Ing. Cosimo Versace (Acrotec srl, società appaltatrice), l’Ing. Paolo Campanella (Acroter srl, società appaltatrice).

In una propettiva di grande trasparenza, tutto il materiale sul progetto “Piattaforma Experience”, compreso i verbali e il documento di analisi per lo studio e la gestione delle strategie di riuso, compreso le regole tra comproprietari, è messo a disposizione on-line sul sito www.piattaformaexperience.it

Vi segnalo questi link, in particolare:

1) Home page del portale di riferimento per la Piattaforma Experience

2) Materiale sulla (scelta della) licenza di distribuzione del software

Come precisato nell’homepage, il

(… ;) portale raggruppa tutte le risorse WEB della Piattaforma EXPERIENCE, sia nell’ambito della sua implementazione operativa presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali, sia nell’ambito del progetto a codice aperto in via di realizzazione.

Le scelte segnalate dal tavolo di lavoro dovranno essere sottoposte all’attenzione degli organi ufficiali competenti, per la definitiva adozione formale delle decisioni, nella speranza che le soluzioni suggerite possano trovare conferma.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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EUPL.IT segnalato da Punto-Informatico

Il sito EUPL.IT è stato segnalato su Punto-Informatico, nella sezione “Siti per navigare”, 24-8-2010.

L’attenzione mediatica a questo progretto cresce.

Ringrazio la testata telematica per aver voluto, del tutto spontaneamente, contribuire in tal modo alla diffusione della EUPL (European Union Public Licence) e, più in generale, dell’open source nella pubblica amministrazione, portando all’attenzione dei propri lettori questo sito, che rimane, anche a livello internazionale, l’unico interamente dedicato alla licenza pubblica dell’Unione Europea, tanto da essere addotto come esempio sul sito dell’OSOR.EU.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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EUPL.IT segnalato sul sito dell’OSOR.EU

Con piacere si riporta, a titolo di rassegna,  la notizia della segnalazione del sito EUPL.IT sul sito dell’OSOR.EU (Did you know that a web site is dedicated to the EUPL in Italy?)

L’attivazione di un sito interamente dedicato all’EUPL costituisce, infatti, una novità assoluta ed è un punto di forza per i Paesi membri. Altro punto di forza del progetto EUPL.IT risiede nella sua provenienza dal mondo della ricerca universitaria.

C’è da auspicarsi che la nostra idea venga replicata anche in altri Stati dell’Unione Europea, in modo da assicurare una maggiore diffusione delle esperienze, dei progetti e delle best practices per le imprese e le P.A.

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EUPL.it segnalato su OSS Watch Team Blog

L’OSS Watch (Open Source Software Advisory Service), con uffici presso la Oxford University Computer Services, ha segnalato il sito “EUPL.IT” sull’OSS Watch Team Blog, all’interno di un post intitolato “Guest post:2010 – Threats to copyleft“.
In particolare, nella parte in cui si parla della Euroepan Union Public Licence (EUPL) e della sua applicazione nell’Unione europea, si trova affermato:

In Europe, the recent – OSI approved and copyleft – European Union Public License (EUPL) meets some initial successes due to its compliance with Member States’ law and because it has equal value in the 22 languages of the Union. It has been selected by the German Federal Agency for Information Technologies, it is the license of choice in schemes published by the Dutch NOiV (see on the www.OSOR.eu site an English version of this scheme, translated by a member of the Swiss administration), a dedicated EUPL site was created in Italy, etc. (… ;)

Si ringrazia per la mensione, in un contesto di notevole livello, che ci fornisce riscontri sulla bontà dell’iniziativa e nuovi stimoli per procedere, seppur a passi piccoli ma decisi, nella direzione intrapresa.

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