EUPL.IT for eGov
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EUPL.IT segnalato da Punto-Informatico

Il sito EUPL.IT è stato segnalato su Punto-Informatico, nella sezione “Siti per navigare”, 24-8-2010.

L’attenzione mediatica a questo progretto cresce.

Ringrazio la testata telematica per aver voluto, del tutto spontaneamente, contribuire in tal modo alla diffusione della EUPL (European Union Public Licence) e, più in generale, dell’open source nella pubblica amministrazione, portando all’attenzione dei propri lettori questo sito, che rimane, anche a livello internazionale, l’unico interamente dedicato alla licenza pubblica dell’Unione Europea, tanto da essere addotto come esempio sul sito dell’OSOR.EU.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Software Nemesys: sarà open source ma non EUPL

Nemesys sarà open source, ma non in EUPL. Verrà infatti licenziato in GPL.

A precisarlo è stato il Dott. Sebastiano Trigila della Fondazione Ugo Bordoni (FUB), in risposta alla richiesta di informazioni rivolta pochi giorni addietro.

Nella risposta, tuttavia, non viene chiarito il motivo della scelta in ordine alla GPL rispetto alla EUPL.

Fabio Bravo

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EUPL ed Italian best practices. La piattaforma CreaTiVù di Sardegna Ricerche

La licenza EUPL (European Union Public Licence) inizia a penetrare efficacemente in Italia.

Da diversi anni, ormai, è stata lanciata sotto licenza EUPL l’applicazione open-source denominata CreaTiVù, in “versione Alpha”, per la produzione collaborativa di programmi TV multi-piattaforma.

Il progetto è estremamente interessante. Rimando ai dettagli illustrati on-line per chi volesse ulteriori informazioni sul funzionamento.

Come si apprende dal sito ufficiale del progetto,

“CreaTiVù è nata all’interno delle attività del Laboratorio sulla produzione collaborativa di programmi TV multi-piattaforma nell’ambito del progetto per lo sviluppo del Sardegna DistrICT attuato da Sardegna Ricerche con i fondi per lo sviluppo del P.O.R. Sardegna 2000-2006, Misura 3.13, Sub-Azione B2. Le attività tecnico-scientifiche del laboratorio sono coordinate dal CRS4 (Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia)”.

Dal medesimo sito è possibile effettuare il dowload del software opensource in EUPL, attualmente in versione Alpha (ultima versione disponibile, rilasciata il 12.12.2008).

Alcune difficoltà tecniche sulla EUPL si vedono però all’orizzonte e sono connesse al difficile rapporto tra EUPL 1.1 e GPL v. 3.

Come preannunciatomi gentilmente dall’Ing. Maurizio Agelli, responsabile dell’area Digital Media di CRS4 e coordinatore dei laboratori di Sardinia DistrICT Lab (che continuo a ringraziare anche in questa sede per il confronto che abbiamo avuto), purtroppo il progetto dovrà abbandonare la EUPL per la GPL v3, per via dell’uso della libreria ExtJS, licenziata solamente sotto GPL v3.

Il problema è stato riscontrato anche per altra piattaforma di Sardegna Ricerche, Notre-Dam (www.notre-dam.org), già passata per lo stesso motivo da EUPL in GPL v. 3.

Da una ricerca effettuata ho riscontrato, sul forum di discussione degli utenti ExtJS, che il Management Team di ExtJS sta valutando l’eventuale rilascio della libreria (anche) in EUPL, magari con il sistema del dual licencing:

I just checked OSI, and the EUPL is listed there.

Can’t we just add it to our FLOSS? The purpose of the FLOSS is to allow open source developers to use a license of their choosing. I’m not a licensing expert, but that was the motivation behind us creating it.

If there’s no opposition, I’ll run it by legal and see if we can get it added.

L’apertura è significativa, ma dalla data del predetto messagio nel forum (risalente al 23.10.2009) fino ad oggi, purtroppo non pare sia cambiato molto.

Mi sembra che la strada da percorrere (oltre a quella della interoperabilità delle licenze, portata avanti da Schimtz con grande lungimiranza), potrebbe essere, nel breve periodo, quella di un interessamento istituzionale della Comunità europea (penso anche ad un diretto intervento dell’OSOR.eu) per tentare di ottenere, direttamente dai soggetti che gestiscono i singoli progetti, il rilascio sotto licenza EUPL del software (in questo caso Ext-JS) licenziato in GPL v. 3 (quantomeno suggerendo in dual-licencing, in GPL v3 ed EUPL 1.1), lasciando così agli sviluppatori dei progetti l’opportunità di avvalersi della licenza opensource più congeniale allo sviluppo della propria applicazione ed evitare, per il futuro, che i progetti in EUPL possano essere pregiudicati a priori.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

EUPL.it

EUPL.IT su Wikipedia alla voce European Union Public Licence

Su Wikipedia, nella versione in lingua italiana, è stato definitivamente inserito il link a EUPL.IT all’interno della voce “European Union Public Licence”.

Fabio Bravo

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Malta e la Direttiva sull’Open Source Software. Contemplata espressamente la licenza EUPL

Riporto di seguito la segnalazione gentilmente fornitami da P.E. Schmitz sull’adozione, da parte di Malta, della Direttiva sull’Open Source Software, entrata in vigore dal 01 giugno 2010, nella quale viene contemplata espressamente la licenza EUPL tra le soluzioni efficienti per l’attuazione delle strategie di riuso del software da parte delle pubbliche amministrazioni:

The Government of Malta has published (effective 1st June 2010) its “Open Source Software Directive”.

The objective of this directive is to guide the implementation of cost-effective and non-disruptive Open Source Software (OSS) throughout Government.

It also seeks to maximise re-use of procured software by enabling the distribution of Government solutions as OSS under the European Union Public Licence (EUPL), where appropriate.

Qui è possibile scaricare in PDF il testo della direttiva, riportato anche nella Pagina “Documenti” (sezione “Normativa” su EUPL.IT.

Si inizia a riscontrare una diffusa sensibilità delle istituzioni alla EUPL per la gestione e l’implementazione di progetti di e-government. E’ da ricordare al riguardo anche l’esempio della Spagna, con il Real Decreto n. 4/2010.

Fabio Bravo
www.fabiobravo.it
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La EUPL per legge. L’interessante iniziativa della Spagna per la distribuzione del software libero (Real Decreto n. 4/2010)

La EUPL per legge. Questa l’idea messa in atto dal governo spagnolo tramite il Regio Decreto n. 4/2010 dell’8 gennaio 2010, nel quale viene affrontato il tema della distribuzione del software libero (open source) nelle politiche di riuso a vantaggio della pubblica amministrazione spagnola, al fine di favorire l’interoperabilità dei servizi di eGovernment a livello nazionale (National Interoperability Framework).

Come segnalatomi per e-mail da Patrice-Emmanuel Schitz,

La Spagna è il primo Stato Membro a prescrivere formalmente la EUPL nel quadro nazionale per l’interoperabilità.

Infatti, prosegue Schmitz, il Regio Decreto Spagnolo n. 4/2010, all’art. 16.3, incoraggia la distribuzione nei termini della Licenza Pubblica dell’Unione europea (EUPL) qualora le pubbliche amministrazioni producano software che potrebbero essere oggetto di riuso.

Un approfondimento è disponibile sul sito dell’OSOR.EU, nell’articolo “Impact of the Spanish Royal Decree 4/2010 of 8 January 2010“, ove si precisa, sin dall’abstract, che tale decreto

“(… ;) implements the National Interoperability Framework planned in the eGovernment Law 11/2007. The framework has been developed with the participation of all Public Administrations (General State, Regional and Local governments – represented by one hundred experts) and of the ICT Industry professional associations. The Decree includes important provisions, especially Articles 16 and 17 related to the reuse of Public Sector software, the applicable licensing condition and the use of software repositories or forges”.

Per far comprendere meglio la portata innovativa del provedimento legislativo in esame, oltre a rinviare alla lettura integrale dell’articolo sopra richiamato, riporto di seguito l’intero art. 16 (nella sua versione inglese), al cui terzo comma v’è espressa indicazione della EUPL:


CHAPTER VIII
Reuse and technology transfer
Article 16. Applicable licensing conditions.


1. In the licensing conditions of the applications and related documentation and of other information objects of which Public Administration are holders of intellectual property rights and that can be made available for other Public Administrations and for the citizens, without return or necessity of agreement will take into account that the aim to pursue is the use and the reuse, as well as the protection against its exclusive appropriation by a third party, in conditions when the transferor is relieved from the responsibility because of the possible misuse by the transferee and also from the obligation of the technical assistance or the maintenance by the transferor, or compensation in case of errors in the application.

2. For the applications declared as open source, administrations will use licences which assure that shared programmes, data or information:
a) Can be executed for any purpose.
b) Let its source code be known.
c) Can be modified or improved.
d) Can be redistributed to other users with or without changes if the derived work keeps these four guarantees.

3. For this aim the application of the European Union Public Licence will be procured, without prejudice of other licences that can guarantee the same rights stated in the paragraphs 1 and 2.

Fabio Bravo
www.fabiobravo.it
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Quale soluzione alla proliferazione delle licenze Open Source?

Al fine di darne maggior risalto, ripropongo in questa sezione (EUPL NEWS) il commento inviatomi da Patrice-Emmanuel Schmitz, sul tema spinoso della proliferazione delle licenze open source.

La combinazione tra open source e copyleft (come è stato fatto da Richard Stallman) è stata probabilmente la pietra miliare per la sostenibilità del software libero. Tutto questo è ora in pericolo, a causa della proliferazione di licenze copyleft, che sono incompatibili per come sono state progettate. Dopo aver contato 1,800 diverse licenze usate da centinaia di migliaia di progetti open source, la società Black Duck ha brevettato (US – 7.552.093 B2) la tecnologia per controllare l’uso delle licenze open source in un processo di sviluppo multi-source. L’uso di software brevettato per risolvere l’incompatibilità copyleft è paradossale!

Per mantenere un forte copyleft, preservando la libertà agli sviluppatori ‘, Patrice-Emmanuel Schmitz (uno degli scrittori EUPL) pensa che è giunto il momento per promuovere l’interoperabilità delle licenze copyleft. Il suo articolo è pubblicato (in inglese) sul sito http://www.OSOR.eu
( http://www.osor.eu/communities/eupl/blog/licence-proliferation-the-way-out )

L’articolo segnalato (“Licence Proliferation. The Way Out?”) è molto interessante e ne consiglio un’attenta ed integrale lettura.

Non rinuncio, però, a segnalarvi alcuni passaggi che mi sembrano molto significativi.

Schmitz, infatti, sottolinea che

If license proliferation can be perceived as a failure, I do not think that it is the failure of the F/OSS movement. It is the entire contrary: a testimony of the vitality and attractiveness of F/OSS models.

In reality, license proliferation illustrates the failure of a certain model of strong copyleft, as it was initiated by the GPL in the 80’ and reproduced by nearly all subsequent copyleft licenses. Once necessary and successful, this model looks not adapted anymore because it was copied and creates today more barriers (and less freedom) than protection.

Il ragionamento prende in considerazione, dunque, il modello di licenza open source basato sullo “strong copyleft” (o “rigid copyleft” ;) , all’insegna del quale la c.d. clausola virale non tollera eccezioni e rifiuta ogni interoperabilità con qualsivoglia altro contratto, incluso le altre licenze open source che intendono perseguire il medesimo fine.

Spiega ancora Schmitz nel suo articolo:

Why is it a problem? The main issue with license proliferation is not only to multiply the number of texts (and the obligation to analyse and to understand differences between licenses). It is the proliferation of the rigid copyleft model adopted by many licenses, which excludes other models in case of re-distribution and creates new barriers.

Schmitz non trascura di esaminare, seppur brevemente, le conseguenze pratiche ingenerate dal modello di rigid copyleft:

When developers adopt a copyleft license, integrating “incompatible” code in their work makes the distribution of derivative works impossible. This is a pity when F/OSS copyleft licenses are those which should provide the best protection of user’s and developers rights and freedom.

The fact a dozen of licenses are used for more than 90% of projects does not solve this issue: modern free software programming is the assembly and interaction of many components, licensed by a multitude of authors and contributors. Provide only one of the key components has incompatible licensing conditions may impact on the whole solution.

Nell’indagare le possibili soluzioni al problema dell’incompatibilità delle licenze al fine di garantire l’utilizzo del software, in cui confluiscono più componenti assemplati tra loro, ciascuno governato da una licenza eventualmente diversa, l’approccio classico è quello tipico della “upstream compatibility”, a cui può contrapporsi un’altro, più innovativo, che può essere denominato di “downstream compatibility”:

The classical vision of copyleft is based on “upstream compatibility”: a developer will find that a software license is “compatible” with its own licensing purpose when he/she can freely reuse or copy the licensed software into his work and redistribute the derivative work under his/her preferred copyleft conditions. This way was initiated by the GPL and worked very well until it was copied.

(… ;)

An innovative approach to solve copyleft licenses conflicts is to publish a downstream compatibility list. To my knowledge, the EUPL is the first copyleft license to publish such a list. When it is necessary to avoid license conflicts, developers have the freedom to change for another “similar” copyleft license (in that case the GPLv2, Eclipse, OSL, CeCILL, and Common Public Licence).

Il concetto, ricorda ancora Schmitz, non è nuovo ed è quello a cui si ricorre, notoriamente, in caso di librerie:

The concept is not new, as the FSF applied it with the LGPL a long time ago. The LGPL (now LGPLv3) is convenient for software libraries aimed to produce derivative works: if the library is propagated on its own, it must be under the provision of its original license (LGPL); however, if the library components are part of a derivative work, this work can be licensed under another license, while the original library remains LGPL.

Tuttavia, la soluzione innovativa della downstream compatibility list, adottata nella EUPL, presenta non solo vantaggi, ma anche rischi, connessi alla ristrettezza della lista ed alla sua imposizione unilaterale e non oncertata tra una comunità (es. FSF) e l’altra (es. UE). Tra tali rischi è da includere quello riassunto molto bene da Schmitz con l’espressione “Tourism Licence”, allorché un software, originariamente licenziato sotto una licenza, finisce per migrare sotto un’ulteriore llicenza per garantirsi l’uso di una componente fondamentale governata da una public licence non inclusa nella lista di quelle compatibili.

E’ chiaro, allora, che la soluzione deve passare per un’altra via, individuata nella interoperabilità tra le diverse licenze open source.

Ecco come prosegue il ragionamento di Schmitz:

Therefore, the convenient approach to increase developers’ freedom without compromising the F/OSS sustainability of derivative works could be called the “loan and give back interoperability” between strong copyleft licenses: a loan from a specific community could be recovered at any time by the same community (and not transferred to any other, outside a circle, without its agreement).

Interoperability will not impact the original license of the loaned component. The objective is not to change it, but to facilitate complex solution development and obtain a single licence for the solution.

To avoid any kind of abuse (… ;) , it would be wise to set up interoperability agreements good practices, authorizing the lender community to distribute also the whole developed solution under the lent component’s original license.

(… ;)

Such exchanges will be restricted to the members of the “circle of trust” that have concluded the interoperability agreement.

(… ;)

Interoperability will strongly reduce the impact of license proliferation, by creating a visible interoperable circle of trust.

La prospettiva è interessante e ringrazio Patrice-Emmanuel Schmitz per avercela voluta proporre.

Del resto, il tema dell’interoperabilità tra le licenze, su cui si dovrà lavorare in futuro, soprattutto in vista del delicato rapporto tra EUPL 1.1 e GPL v.3,  è affine al processo di arminizzazione che l’UE sta conducendo nel tentativo di avvicinamento delle singole legislazioni nazionali dei Paesi membri.

In entrambi i casi abbiamo un assetto normativo (le singole public licences, da una parte, e le singole normative nazionali, dall’altra parte) che è espressione di comunità differenti.

Mi sembra però che l’auspicata buona riuscita del processo di interoperabilità, così come quello di armonizzazione, debba essere preceduta o accompagnata da una sensibilizzazione culturale, che deve far giungere ad un avvicinamento (appunto “culturale” ;) tra due comunità che si percepiscono almeno in parte distanti e che sarebbe meglio se iniziassero a trovare seriamente forti punti di contatto.

Il percorso di riflessione di Schmitz, che, è bene ricordarlo ancora una volta, è tra coloro che hanno predisposto il testo della EUPL, mi sembra significativo, perché l’auspicata convergenza si sente già nell’aria e l’articolo di Schmitz dà un sicuro contributo al rinnovamento del processo culturale, propedeutico per qualsivolgia cambiamento delle strategie contrattuali che sono alla base delle (quasi duemila) licenze open source.

Un gazie sentito sentito a Patrice-Emmanuel Schmitz per aver voluto contribuire, con le Sue riflessioni, ad arricchire il confronto sulla European Union Public Licence su questo sito.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Salgono ancora gli open source software in EUPL sul sito dell’OSOR.EU (ora sono 33)

 Negli ultimi giorni sul sito dell’OSOR.EU si è aggiunto un ulteriore software tipo “open source” rilasciato in licenza EUPL (European Union Public Licence), raggiungendo quota 33.

Il ritmo di crescita appare elevato.

Continuiamo con il monitoraggio.

Balzati a 32 i software con licenza EUPL sul sito dell’OSOR.EU

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Sono balzati in poco tempo da 28 (rilevati il 30 novembre 2009) a 32 (rilevati oggi, 29 dicembre 2009) i progetti di realizzazione di software (tipo “open source” ;) rilasciati con licenza EUPL sul sito ufficiale dell’OSOR.EU.

Il ritmo di crescita è elevato, sintomo di una progressiva sensibilizzazione all’uso della European Union Public Licence (EUPL).

Ovviamente vi sono software in EUPL anche al di fuori della piattaforma dell’OSOR.EU.

Chi volesse darne diffusione tramite questo sito può segnalarli a segnala@eupl.it

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Salgono a quota 28 i programmi open source rilasciati in licenza EUPL sul sito dell’OSOR.EU

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Sono ora 28 i software con codice sorgente aperto rilasciati in licenza EUPL (European Union Public Licence) disponibili sul sito dell’OSOR.EU.

In quest’ultima settimana l’archivio è stato incrementato con l’aggiunta di un nuovo prodotto Open Source.

Qui è disponibile l’elenco completo.

Cercherò di passare in rassegna uno ad uno i software open source disponibili in EUPL, sia quelli disponibili sull’OSOR.EU, sia quelli che verrete segnalarmi (segnala@eupl.it).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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