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Licenze open source

SardegnaIT e gara di appalto per la fornitura di servizi informatici in modalità ASP. La EUPL espressamente considerata nell’offerta tecnica

Nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro (APQ) in materia di Società dell’informazione, Atto integrativo III (Intervento SIAI301 – Comunas – Estensione e Servizi ASP), SardegnaIT, società “in house” della Regione Autonoma della Sardegna, nel 2009 esperiva una gara di appalto ex artt. 55 e 124 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 163/2006), avente ad oggetto la “Fornitura di un sistema informatico in modalità ASP per la gestione delle Attività Sociali dei Comuni”.

L’appalto era sotto soglia comunitaria. La base d’appalto era pari a 100.000,00 Euro, IVA esclusa, e la fornitura dei servizi veniva prevista per una durata di 270 giorni naturali consecutivi decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto, salvo la maggior durata della garanzia del software (come meglio specificata nel capitolato tecnico).

Stando al Disciplinare di Gara gentilmente segnalatomi dal Dott. Vito Carambia (che ringrazio sentitamente), del Dipartimento Sistemi Previsionali dell’ARPA Regione Piemonte (con il quale ho condiviso, insieme ad altri, i lavori sul caso della Piattaforma Experience), la gara veniva indetta al fine di

acquisire un sistema informatico per la gestione delle Attività Sociali dei Comuni, per consentirne l’utilizzo in modalità ASP (Application Service Provider), da parte di 30 piccoli Comuni della Sardegna, di popolazione non superiore a 5000 abitanti ciascuno, sprovvisti di applicativi specifici, che saranno successivamente individuati dalla Regione Autonoma della Sardegna (… ;)

Per gli aspetti della gara e del servizio ad oggetto dell’appalto rinvio al testo del Disciplinare di Gara ed all’ulteriore documentazione.

Di seguito mi preme mettere in evidenza taluni importanti passaggi in materia di riuso di software, di open source e pubblica amministrazione e di EUPL (European Union Public Licence) in particolare.

Ecco i punti che mi interessa evidenziare:

a) Modalità di aggiudicazione

Nel disciplinare di gara di precisa che il servizio viene aggiudicato al concorrente che abbia presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa ndividuata sulla base dei parametri di seguito specificati:

Parametri Punteggi complessivi massimi
Offerta tecnica 80
Offerta economica 20
Totale 100

b) Sull’offerta tecnica

Quanto alla valutazione del parametro “Offerta tecnica”, la Commissione di gara è tenuta ad esprimere un punteggio dettagliatamente previsto nel Disciplinare di Gara, secondo parametri e punteggi parziali cristallizzati in una tabella, che di seguito riporto:

Criterio Parametro Punteggio tecnico
A Qualità e completezza del progetto complessivo Max punti 20
B Completezza funzionale del software applicativo Max punti 35
C Qualità e quantità dei servizi professionali Max punti 10
D Grado di compatibilità con l’ambiente tecnologico Max punti 10
E Rilascio del sistema in modalità RIUSO Punti 3
F Rilascio del sistema in modalità OPEN SOURCE Punti 2
Criterio Parametro Punteggio Econ.
G Prezzo complessivo di fornitura Max punti 14
H Canone annuo complessivo di manutenzione Max punti 3
I Tariffa giornaliera prestazioni professionali a richiesta Max punti 3


c) Sulla valutazione del “Riuso” e dell’ “Open Source” in EUPL

Quanto ai criteri contrassegnati alle lett. “E” ed “F”, nel Disciplinare di gara si trovano, rispettivamente, le seguenti precisazioni:

E) Il rilascio del sistema in modalità “RIUSO”, riuso che potrà essere fruito da parte di altre Amministrazioni COmunali italiane, determinerà l’attribuzione del punteggio tecnico indicato ["Punti 3", n.d.A.].

L’aggiudicatario dovrà espressamente dichiarare la licenza di riuso con la quale intende rilasciare il software. La licenza d’uso di riferimento, fatta salva la possibilità della Commissione di gara di accettare altre licenze che presentino analoghe caratteristiche, è quella pubblicata dal Centro Regionale di Competenza per il Riuso della Regione Toscanam versione 1.01 (maggio 2009), disponibile all’indirizzo http://www.crcr.unipi.it/mediawiki/images/7/76/CRCR-Licenza-v1.01.pdf.

(Il criterio seguente, invece, riguarda in maniera specifica la EUPL)

F) Il rilascio del sistema in modalità Open Source determinerà l’attribuzione del punteggio tecnico indicato ["Punti 2", n.d.A.].

La licenza d’uso di riferimento, fatta salva la possibilità della Commissione di gara di accettare altre licenze che presentino analoghe caratteristiche, è la Licenza Pubblica dell’Unione europea (EUPL), versione 1.1 (o successive) disponibile all’indirizzo http://ec.europa.eu/idabc/servlets/Doc?id=31985.

Al di là di una terminologia non rigorosa in diversi punti, l’apparente anomalia del Disciplinare di Gara, che accorda un punteggio inferiore (Punti 2) alla modalità di rilascio in Open Source (EUPL) rispetto al punteggio assegnato con il rilascio in modalità Riuso (Punti 3), a beneficio della sola pubblica amministrazione, viene in realtà risolto e chiarito dalle parole immediatamente seguenti a quelle dianzi trascritte:

Poché il rilascio del sistema in modalità Open Source determina automaticamente anche la possibilità di riuso dello stesso, l’attribuzione del punteggio relativo al presente criterio comporta anche l’attribuzione del punteggio relativo al criterio E) e l’accettazione della sola EUPL

E’ dunque chiaro che il rilascio in modalità Open Source (in sola licenza EUPL) conferisce l’attribuzione del punteggio assegnato ad entrambi i criteri (E+F) e, dunque, in realtà coincide con 5 punti.

Dunque il rilascio del software in solo “riuso” non “open source” viene valutato punti 3, mentre il rilascio del medesimo software in modalità open source (in licenza EUPL) porta all’assegnazione di punti 5.

L’interessante meccanismo lascia l’appaltatrice libera di formulare l’offerta che ritiene preferibile, rimettendo però la soluzione alla Commissione di Gara, in relazione ai parametri di valutazione dell’offerta tecnica e giuridica.

C’è però da discutere sulla bontà di una soluzione del genere in relazione al punteggio attribuito.

Il punteggio attribuito alle modalità di rilascio (punti 3+2, al massimo) sembra di entità estremamente ridotta rispetto alle altre voci che vanno a determinare l’ammontare complessio dei punti per la valutazione dell’offerta tecnica (80), con il conseguente possibile rischio di una sterilizzazione de facto dell’introduzione dell’open source nella p.a.

L’idea di fondo è buona e può segnalarsi tra le best prectice, ma, a mio sommesso avviso, andrebbero rivalutati pesi e misure per rendere più appetibile il ricorso all’open source e alla EUPL.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Italian Best Practice. La Piattaforma Experience verso l’EUPL, con la contitolarità del software open source tra 20 Regioni, 2 Province autonome e il Dipartimento della Protezione Civile

Sulla EUPL l’Italia si sta muovendo in maniera decisa, ponendo le basi per una scelta che non ha precedenti nelle esperienze di altri Paesi.

E’ il caso della “Piattaforma Experience”, che tra le best practices in materia di EUPL è sicuramente quella destinata ad avere un ruolo primario, di maggior rilievo, in ambito nazionale ed internazionale.

La titolarità del software è stata acquistata dalla Regione Basilicata, la quale, per le particolari caratteristiche e funzioni della “Piattaforma”, destinata a soddisfare lo scambio informativo presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali della Protezione Civile, ha elaborato le “strategie di riuso” che prevedono, con una lungimiranza ed una sensibilità uniche:

a) la trasformazione del business model da software proprietario (prima nella titolarità della “Acrotec srl;) a open source;

b) l’adozione della licenza EUPL (European Union Public Licence);

c) l’estensione della titolarità del software a ben 23 enti pubblici di grande rilievo, di copertura nazionale: le 20 Regioni italiane, le due province autonome di Trento e Bolzano ed, infine, il Dipartimento della Protezione Civile;

d) l’adozione di regole giuridiche precise per gestire il rapporto tra contitolari pubblici, assicurando la conservazione del progetto in open source e, per quanto possibile, in EUPL.

La soluzione è stata delineata nell’ambito di un gruppo di lavoro formato dai referenti regionali (ed in primis dalla Regione Basilicata nel suo ruolo di stazione appaltante), da referenti del Dipartimento della Protezione Civile e da referenti della società appaltatrice. Nell’ambito di tale gruppo di lavoro è stata chiesta la mia partecipazione attiva come consulente.

Nelle riunioni di tale gruppo di lavoro hanno partecipato, dando un contributo attivo, oltra al sottoscritto in qualità di consulente per incarico della società appaltatrice, il Dott. Michele Gilio (Regione Basilicata), l’Ing. Giuseppe Basile (Capo dell’Ufficio Protezione Civile della Regione Basilicata), l’Ing. Giovanni Pacifico (Regione Basilicata), l’Ing. Massimo Bider (Regione Emilia-Romagna), il Dott. Vito Carambia (Regione Piemonte), il Dott. Corrado De Rosa (Dipartimento della Protezione Civile), l’Ing. Cosimo Versace (Acrotec srl, società appaltatrice), l’Ing. Paolo Campanella (Acroter srl, società appaltatrice).

In una propettiva di grande trasparenza, tutto il materiale sul progetto “Piattaforma Experience”, compreso i verbali e il documento di analisi per lo studio e la gestione delle strategie di riuso, compreso le regole tra comproprietari, è messo a disposizione on-line sul sito www.piattaformaexperience.it

Vi segnalo questi link, in particolare:

1) Home page del portale di riferimento per la Piattaforma Experience

2) Materiale sulla (scelta della) licenza di distribuzione del software

Come precisato nell’homepage, il

(… ;) portale raggruppa tutte le risorse WEB della Piattaforma EXPERIENCE, sia nell’ambito della sua implementazione operativa presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali, sia nell’ambito del progetto a codice aperto in via di realizzazione.

Le scelte segnalate dal tavolo di lavoro dovranno essere sottoposte all’attenzione degli organi ufficiali competenti, per la definitiva adozione formale delle decisioni, nella speranza che le soluzioni suggerite possano trovare conferma.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Sarà in EUPL il software NEMESYS lanciato dall’AGCOM?

L’AGCOM ha lanciato il software NEMESYS, che sarà disponibile gratutamente per gli utenti, al fine di monitorare e misurare la velocità della propria connessione ad Internet.

La notizia è stata diramata dall’Authority tramite apposito comunicato stampa, in cui si legge che

A partire dal prossimo ottobre sarà possibile monitorare le prestazioni della propria connessione ad internet da postazione fissa attraverso un software certificato e gratuito che il consumatore potrà utilizzare sul proprio personal computer.
Si chiamerà “Misura Internet” il progetto, lanciato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), che fornisce un innovativo strumento di controllo attraverso il quale il consumatore potrà avere maggiore consapevolezza delle prestazioni offerte dagli operatori e orientarsi tra le offerte di mercato, verificando di persona la qualità della propria linea e confrontandola con quella “promessa” dall’operatore al momento della stipula del contratto. Gli operatori saranno infatti tenuti ad indicare il valore della velocità minima di trasmissione dati dalla rete verso l’utente (download) oltre al valore di velocità massima teorica.
Il software messo a disposizione degli utenti, denominato NEMESYS, potrà essere scaricato gratuitamente dal sito www.misurainternet.it in via realizzazione. (… ;)

La notizia è stata commentata da Marco Scialdone nel suo post “AGCOM: quel software deve essere open“, nel quale auspica che venga rilasciato preferibilmente in EUPL.

L’osservazione mi è parsa condivisibile. Mi sembra che l’amico Marco abbia colto bene nel segno, là dove precisa che

“Il software” si legge nel comunicato “messo a disposizione degli utenti, denominato NEMESYS, potrà essere scaricato gratuitamente dal sito www.misurainternet.it in via realizzazione”.
Nel comunicato nulla si dice, però, circa la licenza d’uso che accompagnerà il software. Trattandosi di uno strumento che dovrà servire ai consumatori per un maggiore controllo sulle obbligazioni contrattuali assunte dai rispettivi provider è necessario che tanto i provider quanto i consumatori possano esercitare un controllo sul software, accedendo liberamente al suo codice sorgente.
Sarebbe, dunque, un ottimo segnale da parte dell’AGCOM se la stessa volesse adottare per la sua distribuzione una licenza open source, ad esempio (considerata la natura istituzionale dell’authority) la EUPL.

Vedremo quale sarà la scelta nella distribuzione del software.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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