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Multi-Licen

Ecco perché Nemesys non è in EUPL. Risponde il Responsabile del Progetto

Dopo la notizia datami dalla FUB (Fondazione Ugo Bordoni) sulle modalità di rilascio in GPL del software Nemesys, per il monitoraggio della velocità di connessione ad Internet, ho chiesto chiarimenti al Responsabile del Progetto, Ing. Luca Rea, della FUB.

In particolare ho chiesto esattamente quale versione di licenza GPL fosse stata adottata e quali fossero le motivazioni che avessero indotto a preferire la GPL alla EUPL, con invito a considerare, anche in futuro, il ricorso alla European Union Public Licence ove venisse ritenuto possibile.

L’Ing. Rea, che ringrazio sentitamente per la Sua disponibilità, mi ha gentilmente riposto evidenziando le seguenti motivazioni:

1) la versione usata per Nemesys è la GPL v3. La ragione principale che ha portato ad optare per tale tipo di licenza è data dalla necessità di integrare altro software licenziato a sua volta in GPL v3.

Ciò ovviamente, per l’effetto di strong copyleft già segnalato, costringe a ricorrere alla GPL v3, rendendo giuridicamente impossibile il ricorso a licenze alternative per la distribuizione di software a codice sorgente aperto (open source), come la EUPL.

Se tuttavia il software in GPL v3 utilizzato per l’integrazione fosse nella tuitolarità della FUB, nulla vieterebbe alla medesima di licenziare il tutto nuovamente in EUPL, anche in dual-licencing. Allo stesso risultato si potrebbe giungere se la FUB, pur non avendo la titolarità dei diritti sul software da integrare, riuscisse ad ottenerle quest’ultimo in EUPL dall’avente diritto, anche in questo caso in dual-licencing. Altrimenti rimarrebbe, eventualmente per future versioni, la strada più tortuosa, ma non impraticabile: riscrivere ex novo le parti di codice provenienti dal sotware in GPL v3. Sulla questione, però, occorrerebbe fare approfondimenti;

2) altra motivazione, di carattere secondario, che ha indotto a fare ricorso alla GPL v3 con preferenza rispetto ad altre licenze alternative, è data dal fatto che anche altri responsabili di progetto, che hanno preceduto l’Ing. Rea, hanno sempre fatto ricorso alla GPL, che ha una comunità open source “assai numerosa”. Precisa l’Ing. Rea, dunque, che per ragioni di “continuità” è parso naturale proseguire la scelta già adottata in esperienze progettuali precedenti, seguitando a licenziare software in GPL.

Così però, a mio sommesso parere, v’è il rischio che ci si possa precludere a priori i vantaggi che possono essere ottenuti ricorrendo ad altra licenza (es. la EUPL) in luogo di quella tradizionalmente adottata (la GPL), pur indirizzata ai medesimi obiettivi.

3) per quanto riguarda la EUPL, l’apertura dell’Ing. Luca Rea è notevole, in quanto questi, come mi ha precisato, ritiene di poter considerare l’opportunità del licencing di Nemesys in EUPL per le future versioni di tale software, dato che la EUPL, precisa testualmente Rea, “non ci lascia indifferenti”.

Aggiunge anche che, apprezzando molto il lavoro svolto dalla Commissione europea con l’emanazione della European Union Public Licence (EUPL), sarebbe attualmente interessato, con riferimento a Nemesys, a cercare margini di compatibilità tra EUPL e GPL v3 e non di alternatività in senso stretto, sia nel presente che per i successivi futuri sviluppi.

Una strada percorribile è stata già tracciata dall’OSOR.EU, che ha avviato un dialogo con la FSF (Free Software Foundation) per valutare le ipotesi di interoperabilità delle due licenze, europea e americana, per il rilascio dell’open source software.

L’altra strada, se la FUB riuscisse, potrebbe essere quella di rendere contemporaneamente disponibile il software sia in GPL v3 che in EUPL, tramite il dual-licencing, ove fattibile (cfr., quanto già rimarcato sopra).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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