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EUPL, GPL e le FOSS Licence Exceptions di MySQL e Sencha

In Italia si è verificato che alcuni progetti (NotreDAM prima e CreaTiVù dopo) con software sviluppato sotto licenza EUPL abbiano dovuto abbracciare la GPLv3, per via dell’utilizzo della libreria Ext-Js di Sencha, licenziata in GPL v3 (EUPL e GPL v3, com’è noto, sono attualmente licenze FOSS – Free OpenSource Software - tra loro direttamente incompatibili).

Ho avuto modo di affrontare il caso NotreDAM e CreaTiVù su EUPL.IT e in occasione dell’EOLE 2010.

La casistica è significativa e mette a nudo il problema della interoperabilità delle licenze (tra EUPL e GPL in particolare) e, a mio sommesso avviso, il sacrificio draconiano che gli sviluppatori (e i titolari del progetto) sono chiamati a svolgere sulla libertà di scelta delle regole giuridiche per la circolazione del proprio Free/OpenSource Software ove ravvisino l’opportunità tecnica di ricorrere a codice o librerie licenziate pur sempre in FOSS, ma con licenza incompatibile rispetto a quella originariamente adottata.

Per tentare di superare il problema e garantire la libertà di scelta della licenza FOSS tra le diverse disponibili sul mercato, avevo provato a stimolare (su EUPL.IT, per e-mail e in sede di Congresso internazionale all’EOLE2010) un intervento dell’OSOR.EU, affinché potesse dialogare con Sencha, titolare dei diritti sulla libreria Ext-Js, al fine di ottenere una soluzione che potesse garantire sia la libertà di licenziare in GPL (da parte del titolare dei diritti sull’opera), sia la libertà per i terzi di mantenere la EUPL nello sviluppo del software, pur a fronte dell’uso della Ext-Js.

Visto che Sencha già distribuisce Ext-Js in multi-licensing (una open source licence in GPL v3 e due diverse commercial licences), immaginavo che non vi fossero particolari ostacoli a rilasciare il tutto anche in EUPL, in aggiunta alla GPL (l’altra soluzione, di più facile realizzazione, sarebbe quella di licenziare la libreria in LGPL. Tuttavia si tratta di soluzione che era stata esclusa da Sencha).

Per l’OSOR.EU si è mosso egregiamente Patrice-Emmanuel Schmitz, che, incontrando in Sencha una straordinaria sensibilità per l’open source e per la EUPL, ha concertato l’introduzione di una FOSS Licence Exception basata su FOSS Licence List, così come già avvenuto per MySQL (prima “Oracle”).

Ora sia Sencha (1) (2) che MySQL (3) si sono dotati di apposite clausole con cui viene prevista una FOSS Licence Exception da applicare ad una lista di licenze  FOSS, tra le quali è annoverata la EUPL.

La soluzione (mutuata dalla EUPL, che acclude una lista di licenze considerate “compatibili”) è pregevole, in quanto costituisce un primo passo verso il dialogo tra licenze FOSS e la loro interoperabilità, nell’attesa di percorrere strade di integrazione più significative.

Il sostanza, il titolare dei diritti di sfruttamento economico dell’opera licenziata con licenza FOSS, anche a fronte di uno strong copyleft come nel caso della GPL, introduce una eccezione alle clausole della licenza utilizzata per la distribuzione dell’opera originaria, rendendo possibile la successiva distribuzione (di “derivative works” entro rigorosi criteri dettagliatamente specificati nella Exception), con altre licenze FOSS indicate in una apposita lista (la FOSS Exception List, appunto). In tal modo si creano margini per distribuire l’opera “derivata” con una licenza tra quelle preindividuate nella lista, che altrimenti sarebbe stata incompatibile con quella origiariamente scelta dal proprietario dell’opera originaria.

La soluzione, spiega Schmitz in un suo interessante contributo (“How FOSS exception lists extend licence interoperability“), è stata efficacemente introdotta da MySQL e, a fronte delle mie sollecitazioni, è stata riproposta ed attuata anche per Sencha, al fine di risolvere e prevenire casi analoghi a quelli verificatisi con i progetti italiani NotreDAM e CreaTiVù, assicurando agli sviluppatori la più ampia libertà di scelta in ordine alla individuazione della licenza FOSS da applicare allo sviluppo del software, sia essa EUPL, GPL o altra licenza FOSS.

Colgo l’occasione per ringraziare profondamente Patrice-E. Schmitz (OSOR.EU) e Adam Mishcon (Sencha Inc.) per aver preso a cuore il problema sollevato ed essere giunti alla soluzione della criticità sopra evidenziata, nonché per avermi reso partecipe della discussione attraverso lo scambio di e-mail.

Sencha ha mostrato una profonda sensibilità, fino a toccare il punto nodale del problema, là dove, in una sua pagina web dedicata all’illustrazione dell’Exception Intent, afferma che

We want people to be able to build Free/Libre and Open Source Software (“FLOSS”) applications using Sencha SDKs despite the fact that not all FLOSS licenses are compatible with version 3.0 of the GNU General Public License (the “GPL”).

In altre parole, parafrasando in termini giuridici, mi pare di poter sostenere che l’intento che la clausola di eccezione voglia assicurare sia proprio quello di evitare ai terzi, per quanto possibile, di pregiudicare la loro facoltà (libertà) di scelta in ordine alla licenza da utilizzare in fase di sviluppo e distribuzione del software di tipo FLOSS (o FOSS), anche là dove tale scelta ricada su una licenza FLOSS incompatibile con la GPL v3 (o GPL v2), individuata per la distribuzione originaria della libreria a cui il terzo intenda fare ricorso.

Ritornerò con altri approfondimenti sul tema della FOSS Licence Exception.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it


EUPL.IT segnalato sul portale “Marco Aurelio” della Direzione Organizzazione e Sviluppo del Comune di Roma Capitale dedicato alla Formazione del Personale

Il Portale per la Formazione di Roma Capitale “Marco Aurelio”, realizzato dalla Direzione Organizzazione e Sviluppo del Comune di Roma, Dipartimento per le Politiche delle Risorse Umane, prevede

un piano per la formazione e la valorizzazione dei dipendenti, per rendere più efficiente l’amministrazione, per qualificare ed elevare la professionalità dei propri dipendenti, per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini. Nel quadro generale del rinnovamento della Pubblica Amministrazione, che si sta realizzando anche attraverso profonde riforme legislative, l’Amministrazione capitolina, che conta circa 27.000 dipendenti, intende sviluppare un piano organico e programmato di formazione, basato su di un coinvolgimento ampio e attivo dei destinatari, su di un’analisi dei bisogni individuali e dei bisogni organizzativi dei diversi servizi.

 

Nella sezione documenti del predetto portale viene segnalato il sito EUPL.IT e l’articolo seguente, segnale apprezzabile della crescente attenzione all’uso della licenza EUPL da parte della P.A. italiana:

 

L’inclusione della EUPL tra i temi su cui concentrare la formazione del personale è un passaggio importante per lo sviluppo tecnologico degli Enti Locali. Alla Direzione Organizzazione e Sviluppo del Dipartimento per le Politiche delle Risorse Umane Comune di Roma, pertanto,  va riconosciuto in nostro apprezzamento.

Fabio Bravo

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e-Government e software in EUPL sul sito dell’OSOR.EU: raggiunta quota 50

Cresce il repository di software di tipo “open source” dell’OSOR.EU, che contiene programmi con diverse licenze a codice sorgente aperto.

Sono 50, attualmente, i software disposponibili in EUPL.

Segnalo, di interessante utilità per accelerare i processi di e-democracy, DIARA:

Internet accessible voting system with authentication support for polls, petitions, public letters, initiatives and referendums.

The application written in Java and for functioning it needs only Java Applicaton Server (…)

In seguito riportarò alcune schede relative ai software disponiibli sul sito dell’OSOR.EU.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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EOLE 2010 a Torino. Focus su EUPL e interoperabilità delle licenze open source

Il 29 e 30 novembre 2010 la Regione Piemonte, che pone grande attenzione all’open source nell’e-Government, ospiterà la terza edizione dell’evento “EOLE” (European Open source and free software Law Event), che si svolgerà a Torino (presso il Centro Incontri Regione Piemonte, C.so Stati Uniti n. 23)

Tutte le informazioni sull’evento sono riportate sul sito www.eolevent.eu

Segnalo che l’evento è supportato dall’OSOR.EU (Open Source Observatory and Repository for European public administrations).
Parteciperà personalmente anche Patrice-Emmanuel Schimtz, uno degli autori del testo della EUPL (Europen Union Public Licence), con una relazione sul tema della interperabilità delle licenze, dal titolo “EUPL interoperability. Wich F/OSS Components in EUPL solutions?“.

Schmitz mi ha gentilmente voluto segnalare in anteprima la pubblicazione del testo in PDF, sopra indicata, che consiglio vivamente di leggere con attenzione.

Per agevolarne la reperibilità, ho riportato il link a tale importante relazione anche nella sezione “Documenti” di EUPL.IT

Fabio Bravo

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Ecco perché Nemesys non è in EUPL. Risponde il Responsabile del Progetto

Dopo la notizia datami dalla FUB (Fondazione Ugo Bordoni) sulle modalità di rilascio in GPL del software Nemesys, per il monitoraggio della velocità di connessione ad Internet, ho chiesto chiarimenti al Responsabile del Progetto, Ing. Luca Rea, della FUB.

In particolare ho chiesto esattamente quale versione di licenza GPL fosse stata adottata e quali fossero le motivazioni che avessero indotto a preferire la GPL alla EUPL, con invito a considerare, anche in futuro, il ricorso alla European Union Public Licence ove venisse ritenuto possibile.

L’Ing. Rea, che ringrazio sentitamente per la Sua disponibilità, mi ha gentilmente riposto evidenziando le seguenti motivazioni:

1) la versione usata per Nemesys è la GPL v3. La ragione principale che ha portato ad optare per tale tipo di licenza è data dalla necessità di integrare altro software licenziato a sua volta in GPL v3.

Ciò ovviamente, per l’effetto di strong copyleft già segnalato, costringe a ricorrere alla GPL v3, rendendo giuridicamente impossibile il ricorso a licenze alternative per la distribuizione di software a codice sorgente aperto (open source), come la EUPL.

Se tuttavia il software in GPL v3 utilizzato per l’integrazione fosse nella tuitolarità della FUB, nulla vieterebbe alla medesima di licenziare il tutto nuovamente in EUPL, anche in dual-licencing. Allo stesso risultato si potrebbe giungere se la FUB, pur non avendo la titolarità dei diritti sul software da integrare, riuscisse ad ottenerle quest’ultimo in EUPL dall’avente diritto, anche in questo caso in dual-licencing. Altrimenti rimarrebbe, eventualmente per future versioni, la strada più tortuosa, ma non impraticabile: riscrivere ex novo le parti di codice provenienti dal sotware in GPL v3. Sulla questione, però, occorrerebbe fare approfondimenti;

2) altra motivazione, di carattere secondario, che ha indotto a fare ricorso alla GPL v3 con preferenza rispetto ad altre licenze alternative, è data dal fatto che anche altri responsabili di progetto, che hanno preceduto l’Ing. Rea, hanno sempre fatto ricorso alla GPL, che ha una comunità open source “assai numerosa”. Precisa l’Ing. Rea, dunque, che per ragioni di “continuità” è parso naturale proseguire la scelta già adottata in esperienze progettuali precedenti, seguitando a licenziare software in GPL.

Così però, a mio sommesso parere, v’è il rischio che ci si possa precludere a priori i vantaggi che possono essere ottenuti ricorrendo ad altra licenza (es. la EUPL) in luogo di quella tradizionalmente adottata (la GPL), pur indirizzata ai medesimi obiettivi.

3) per quanto riguarda la EUPL, l’apertura dell’Ing. Luca Rea è notevole, in quanto questi, come mi ha precisato, ritiene di poter considerare l’opportunità del licencing di Nemesys in EUPL per le future versioni di tale software, dato che la EUPL, precisa testualmente Rea, “non ci lascia indifferenti”.

Aggiunge anche che, apprezzando molto il lavoro svolto dalla Commissione europea con l’emanazione della European Union Public Licence (EUPL), sarebbe attualmente interessato, con riferimento a Nemesys, a cercare margini di compatibilità tra EUPL e GPL v3 e non di alternatività in senso stretto, sia nel presente che per i successivi futuri sviluppi.

Una strada percorribile è stata già tracciata dall’OSOR.EU, che ha avviato un dialogo con la FSF (Free Software Foundation) per valutare le ipotesi di interoperabilità delle due licenze, europea e americana, per il rilascio dell’open source software.

L’altra strada, se la FUB riuscisse, potrebbe essere quella di rendere contemporaneamente disponibile il software sia in GPL v3 che in EUPL, tramite il dual-licencing, ove fattibile (cfr., quanto già rimarcato sopra).

Fabio Bravo

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Ad oggi sono 47 i software in EUPL sul sito dell’OSOR.EU

Attualmente sono 47 i progetti in EUPL ospitati sul sito dell’OSOR.EU.

Ricordo che è possibile utilizzare tale piattaforma per dare evidenza internazionale ai progetti in EUPL, anche di origine o di ambito nazionale.

Fabio Bravo

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Software Nemesys: sarà open source ma non EUPL

Nemesys sarà open source, ma non in EUPL. Verrà infatti licenziato in GPL.

A precisarlo è stato il Dott. Sebastiano Trigila della Fondazione Ugo Bordoni (FUB), in risposta alla richiesta di informazioni rivolta pochi giorni addietro.

Nella risposta, tuttavia, non viene chiarito il motivo della scelta in ordine alla GPL rispetto alla EUPL.

Fabio Bravo

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Il 4 marzo 2009 l’EUPL è stata riconosiuta dall’OSI come licenza “Open Source”. A che punto siamo oggi?

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L’OSI (Open Source Initiative) il 4 marzo 2009 aveva approvato l’EUPL (European Union Public Licence) come licenza Open Source.

La notizia del riconoscimento, diffusa dall’OSOR.EU, è stata accompagnata da grande entusiasmo, nella convinzione che detto riconoscimento avrebbe comportato la possiiblità di una più capillare ed immediata diffusione dell’EUPL.

Tuttavia, la EUPL è licenza relativamente recente e non può contare sull’avviamento della GPL o di altre licenza assestatesi come “standard” per i software open source. Pertanto l’EUPL appare destinata a faticare un po’ di più prima che si diffonda a pieno regime.

Lo scopo di EUPL.IT è quello di sensibilizzare alla diffusione della Licenza pubblica dell’EU, rimuovendo le remore che talvolta il nuovo porta con sè.

Per gli sviluppatori di software o per i consulenti affezionati alla GPL e convinti sostenitori della stessa, è appena il caso di ricordare che il dual-licencing  o, più in generale, il multi-licencing potrebbe essere sicuramente una soluzione percorribile, per non pregiudicare i vantaggi associati all’utilizzo dell’EUPL nella circolazione del software da parte di chi se ne voglia avvalere, P.A. compresa.

Fabio Bravo

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eupl.it

Fabio BravoIl sito EUPL.IT nasce a prosecuzione dell’attività di ricerca svolta presso l’Università di Bologna, con l’idea di diffondere la EUPL (European Union Public Licence) mediante approfondimenti, segnalazioni, scambi di esperienze e di materiale utile.

La EUPL è la licenza pubblica dell’UE con cui può essere rilasciato l’open source software (OSS) in alternativa ad altre licenze pubbliche di matrice americana (es. GPL). 

La EUPL può essere molto utile per attuare le strategie di riuso del software da parte delle pubbliche amministrazioni.

Il sito crescerà a poco a poco in tutti i suoi contenuti.

Chi ha progetti relativi alla EUPL o software rilasciati in EUPL e desidera segnalarli per dare evidenza su questo sito, può darmene comunicazione via e-mail utilizzando il seguente indirizzo: segnala@eupl.it

La cultura open source e i vantaggi per le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini possono essere sostenuti con la collaborazione di tutti. L’approccio collaborativo, del resto, è tipico delle community di sviluppo dell’OSS.

Potrà essere dato spazio anche alle criticità emerse nell’uso della EUPL, al fine di trovare una soluzione operativa.

Grazie.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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