EUPL.IT for eGov
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Riuso di software

Ulteriore modifica all’art. 68 CAD in materia di acquisizione di soluzioni informatiche da parte della P.A. (viene introdotto il cloud computing e vengono indicati i criteri per la valutazione comparativa)

 Dopo la recente modifica dell’art. 68 CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) ad opera del D.L. 83/2012, conv. in L. 134/2012, il legislatore – per iniziativa del Governo Monti – ha predisposto un’ulteriore modifica al medesimo art. 68 CAD, ad opera questa volta dell’art. 9 bis D.L. 179 del 18 ottobre 2012, così come convertito con modificazione nella Legge 221 del 17 dicembre 2012 (pubblicata in G.U. n. 294 del 18.10.2012, S.O. n. 208), recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.

In forza dell’art. 9 bis ult. cit. (rubricato “Acquisizione di software da parte della pubblica amministrazione” ;) , l’art. 68 CAD risulta innovato come segue:

 Art. 68 (Analisi comparativa delle soluzioni) – D.Lgs. 82/2002

 

1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software fruibile in modalità cloud computing;

e) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso;

f) software combinazione delle precedenti soluzioni.

 

1-bis.  A tal fine, le pubbliche amministrazioni prima di procedere all’acquisto, secondo le procedure di cui al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, effettuano una valutazione comparativa delel diverse soluzioni disponibili sulla base dei seguenti criteri:

a) costo complessivo del programma o soluzione quale costo di acquisto, di implementazione, di mantenimento e supporto;

b) livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard in grado di assicurare l’interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione;

c) garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza, conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali, livelli di servizio tenuto conto della tipologia di software acquisito.

 

1-ter. Ove dalla  valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamente l’impossibilita’ di accedere a soluzioni gia’ disponibili all’interno della pubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto.

 

Di seguito si riporta la versione immediatamente precedente:

 

 Art. 68 (Analisi comparativa delle soluzioni) – D.Lgs. 82/2002

 

1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software combinazione delle precedenti soluzioni.

 

Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilita’ di accedere a soluzioni open source o gia’ sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto.

 

 

EUPL.IT segnalato sul portale “Marco Aurelio” della Direzione Organizzazione e Sviluppo del Comune di Roma Capitale dedicato alla Formazione del Personale

Il Portale per la Formazione di Roma Capitale “Marco Aurelio”, realizzato dalla Direzione Organizzazione e Sviluppo del Comune di Roma, Dipartimento per le Politiche delle Risorse Umane, prevede

un piano per la formazione e la valorizzazione dei dipendenti, per rendere più efficiente l’amministrazione, per qualificare ed elevare la professionalità dei propri dipendenti, per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini. Nel quadro generale del rinnovamento della Pubblica Amministrazione, che si sta realizzando anche attraverso profonde riforme legislative, l’Amministrazione capitolina, che conta circa 27.000 dipendenti, intende sviluppare un piano organico e programmato di formazione, basato su di un coinvolgimento ampio e attivo dei destinatari, su di un’analisi dei bisogni individuali e dei bisogni organizzativi dei diversi servizi.

 

Nella sezione documenti del predetto portale viene segnalato il sito EUPL.IT e l’articolo seguente, segnale apprezzabile della crescente attenzione all’uso della licenza EUPL da parte della P.A. italiana:

 

L’inclusione della EUPL tra i temi su cui concentrare la formazione del personale è un passaggio importante per lo sviluppo tecnologico degli Enti Locali. Alla Direzione Organizzazione e Sviluppo del Dipartimento per le Politiche delle Risorse Umane Comune di Roma, pertanto,  va riconosciuto in nostro apprezzamento.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Italian Best Practice. La Piattaforma Experience verso l’EUPL, con la contitolarità del software open source tra 20 Regioni, 2 Province autonome e il Dipartimento della Protezione Civile

Sulla EUPL l’Italia si sta muovendo in maniera decisa, ponendo le basi per una scelta che non ha precedenti nelle esperienze di altri Paesi.

E’ il caso della “Piattaforma Experience”, che tra le best practices in materia di EUPL è sicuramente quella destinata ad avere un ruolo primario, di maggior rilievo, in ambito nazionale ed internazionale.

La titolarità del software è stata acquistata dalla Regione Basilicata, la quale, per le particolari caratteristiche e funzioni della “Piattaforma”, destinata a soddisfare lo scambio informativo presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali della Protezione Civile, ha elaborato le “strategie di riuso” che prevedono, con una lungimiranza ed una sensibilità uniche:

a) la trasformazione del business model da software proprietario (prima nella titolarità della “Acrotec srl;) a open source;

b) l’adozione della licenza EUPL (European Union Public Licence);

c) l’estensione della titolarità del software a ben 23 enti pubblici di grande rilievo, di copertura nazionale: le 20 Regioni italiane, le due province autonome di Trento e Bolzano ed, infine, il Dipartimento della Protezione Civile;

d) l’adozione di regole giuridiche precise per gestire il rapporto tra contitolari pubblici, assicurando la conservazione del progetto in open source e, per quanto possibile, in EUPL.

La soluzione è stata delineata nell’ambito di un gruppo di lavoro formato dai referenti regionali (ed in primis dalla Regione Basilicata nel suo ruolo di stazione appaltante), da referenti del Dipartimento della Protezione Civile e da referenti della società appaltatrice. Nell’ambito di tale gruppo di lavoro è stata chiesta la mia partecipazione attiva come consulente.

Nelle riunioni di tale gruppo di lavoro hanno partecipato, dando un contributo attivo, oltra al sottoscritto in qualità di consulente per incarico della società appaltatrice, il Dott. Michele Gilio (Regione Basilicata), l’Ing. Giuseppe Basile (Capo dell’Ufficio Protezione Civile della Regione Basilicata), l’Ing. Giovanni Pacifico (Regione Basilicata), l’Ing. Massimo Bider (Regione Emilia-Romagna), il Dott. Vito Carambia (Regione Piemonte), il Dott. Corrado De Rosa (Dipartimento della Protezione Civile), l’Ing. Cosimo Versace (Acrotec srl, società appaltatrice), l’Ing. Paolo Campanella (Acroter srl, società appaltatrice).

In una propettiva di grande trasparenza, tutto il materiale sul progetto “Piattaforma Experience”, compreso i verbali e il documento di analisi per lo studio e la gestione delle strategie di riuso, compreso le regole tra comproprietari, è messo a disposizione on-line sul sito www.piattaformaexperience.it

Vi segnalo questi link, in particolare:

1) Home page del portale di riferimento per la Piattaforma Experience

2) Materiale sulla (scelta della) licenza di distribuzione del software

Come precisato nell’homepage, il

(… ;) portale raggruppa tutte le risorse WEB della Piattaforma EXPERIENCE, sia nell’ambito della sua implementazione operativa presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali, sia nell’ambito del progetto a codice aperto in via di realizzazione.

Le scelte segnalate dal tavolo di lavoro dovranno essere sottoposte all’attenzione degli organi ufficiali competenti, per la definitiva adozione formale delle decisioni, nella speranza che le soluzioni suggerite possano trovare conferma.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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EUPL e riuso di software da parte della Pubblica Amministrazione. Strategie di diritto contrattuale

Vi segnalo le seguente pubblicazione:

Fabio Bravo, EUPL e riuso di software da parte della pubblica amministrazione. Strategie di diritto contrattuale, in Ciberspazio e diritto, 2010, 1, pp. 53-73.

Si tratta della relazione che ho svolto nell’ambito della Conferenza Nazionale ECL 2009.

Il documento in PDF è a disposizione nella pagina “Documenti” di EUPL.IT ed a questo link.

Ringrazio il Prof. Giovani Ziccardi e l’Editore della Rivista “Ciberspazio e diritto” per avermi concesso di mettere a disposizione per il download direttamente la versione digitale del’articolo identica, nell’impaginazione e nella grafica, a quella pubblicata nella rivista cartacea.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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La EUPL per legge. L’interessante iniziativa della Spagna per la distribuzione del software libero (Real Decreto n. 4/2010)

La EUPL per legge. Questa l’idea messa in atto dal governo spagnolo tramite il Regio Decreto n. 4/2010 dell’8 gennaio 2010, nel quale viene affrontato il tema della distribuzione del software libero (open source) nelle politiche di riuso a vantaggio della pubblica amministrazione spagnola, al fine di favorire l’interoperabilità dei servizi di eGovernment a livello nazionale (National Interoperability Framework).

Come segnalatomi per e-mail da Patrice-Emmanuel Schitz,

La Spagna è il primo Stato Membro a prescrivere formalmente la EUPL nel quadro nazionale per l’interoperabilità.

Infatti, prosegue Schmitz, il Regio Decreto Spagnolo n. 4/2010, all’art. 16.3, incoraggia la distribuzione nei termini della Licenza Pubblica dell’Unione europea (EUPL) qualora le pubbliche amministrazioni producano software che potrebbero essere oggetto di riuso.

Un approfondimento è disponibile sul sito dell’OSOR.EU, nell’articolo “Impact of the Spanish Royal Decree 4/2010 of 8 January 2010“, ove si precisa, sin dall’abstract, che tale decreto

“(… ;) implements the National Interoperability Framework planned in the eGovernment Law 11/2007. The framework has been developed with the participation of all Public Administrations (General State, Regional and Local governments – represented by one hundred experts) and of the ICT Industry professional associations. The Decree includes important provisions, especially Articles 16 and 17 related to the reuse of Public Sector software, the applicable licensing condition and the use of software repositories or forges”.

Per far comprendere meglio la portata innovativa del provedimento legislativo in esame, oltre a rinviare alla lettura integrale dell’articolo sopra richiamato, riporto di seguito l’intero art. 16 (nella sua versione inglese), al cui terzo comma v’è espressa indicazione della EUPL:


CHAPTER VIII
Reuse and technology transfer
Article 16. Applicable licensing conditions.


1. In the licensing conditions of the applications and related documentation and of other information objects of which Public Administration are holders of intellectual property rights and that can be made available for other Public Administrations and for the citizens, without return or necessity of agreement will take into account that the aim to pursue is the use and the reuse, as well as the protection against its exclusive appropriation by a third party, in conditions when the transferor is relieved from the responsibility because of the possible misuse by the transferee and also from the obligation of the technical assistance or the maintenance by the transferor, or compensation in case of errors in the application.

2. For the applications declared as open source, administrations will use licences which assure that shared programmes, data or information:
a) Can be executed for any purpose.
b) Let its source code be known.
c) Can be modified or improved.
d) Can be redistributed to other users with or without changes if the derived work keeps these four guarantees.

3. For this aim the application of the European Union Public Licence will be procured, without prejudice of other licences that can guarantee the same rights stated in the paragraphs 1 and 2.

Fabio Bravo
www.fabiobravo.it
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Balzati a 32 i software con licenza EUPL sul sito dell’OSOR.EU

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Sono balzati in poco tempo da 28 (rilevati il 30 novembre 2009) a 32 (rilevati oggi, 29 dicembre 2009) i progetti di realizzazione di software (tipo “open source” ;) rilasciati con licenza EUPL sul sito ufficiale dell’OSOR.EU.

Il ritmo di crescita è elevato, sintomo di una progressiva sensibilizzazione all’uso della European Union Public Licence (EUPL).

Ovviamente vi sono software in EUPL anche al di fuori della piattaforma dell’OSOR.EU.

Chi volesse darne diffusione tramite questo sito può segnalarli a segnala@eupl.it

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Relazione sull’EUPL alla ECL 2009 (Exploring Cyberspace Law)

euplnews60 Nell’ambito della ECL 2009 (Exploring Cyberspace Law), Conferenza nazionale dei giuristi informatici italiani per gli studenti abruzzesi, che si è svolta il 19 e 29 giugno 2009 presso l’Università di Pescara, è stata posta attenzione anche all’EUPL (European Union Public Licence).

Infatti, in tale Conferenza è stata tentua da Fabio Bravo una specifica sull’EUPL e le strategie di riuso del software da parte della P.A.

A questo link è possibile ricavare i dettagli della Conferenza, compreso il programma dettagliato con la specifica dei relatori e degli asgomenti trattati. Riporto anche il link del sito ufficiale dell’evento.

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